Appalto pilotato, in tre nei guai

1 Ottobre 2014

Scurcola, coinvolti due geometri del Comune e un imprenditore. Il difensore: «Nessuna turbativa»

SCURCOLA. Due geometri comunali e un imprenditore marsicano finiscono davanti al giudice del tribunale con l’accusa di turbata libertà degli incanti. Si tratta di Angelo Iannaccone e Gabriele Di Ponzio, dipendenti dell’ente, e di Piero Mascitti, titolare dell’azienda appaltatrice. Tutto è cominciato dopo una denuncia alla Procura di Avezzano per un presunto abuso edilizio legato alla realizzazione di una veranda sul marciapiedi. Dagli accertamenti era emerso che la struttura non era mai stata demolita ed era anche stata concessa in locazione ai proprietari del locale. Durante le indagini, tra il 2009 e il 2010, emerse però una presunta anomalia riguardante l’aggiudicazione di una gara per un appalto di circa 260mila euro per i lavori di rifacimento dei marciapiedi comunali nella frazione di Cappelle dei Marsi. Le indagini della polizia giudiziaria, coordinate dal sostituto procuratore Guido Cocco, si sono avvalse di una perizia calligrafica. Lo scopo degli investigatori era infatti quello di capire se Mascitti avesse presentato un’offerta al ribasso completamente “in bianco” al Comune di Scurcola, poi compilata con la penna dal geometra Iannaccone, con la presunta complicità del collega Di Ponzio presente all’apertura dei plichi. Una ipotesi di reato sempre contestata dalla difesa dei tre accusati. In sostanza, secondo la tesi della Procura marsicana, la busta sarebbe stata aperta per poi apporvi sopra, in cifre e in lettere, la percentuale di ribasso con la quale l’azienda si è poi aggiudicato l’appalto comunale, estromettendo la ditta “Osvaldo Salciccia” di Tagliacozzo. «Non c’è stata alcuna turbativa», ha commentato l’avvocato Leonardo Casciere, che difende gli indagati insieme a Stefano Guanciale, «l’unica certezza è che il Comune con quel ribasso ha risparmiato diverse migliaia di euro».

Pietro Guida

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