Appello al giudice: mandatemi in comunità

12 Febbraio 2016

Il giovane, arrestato per violenza in famiglia, ha chiesto al gip di potersi disintossicare dalla droga

SULMONAA. Ha scelto di non rispondere al giudice ma ha chiesto di poter essere ammesso in una casa famiglia per uscire definitivamente dal tunnel della droga. Stefano Maggi, il giovane di 28 anni arrestato nei giorni scorsi per violenza in famiglia, estorsione continuata nei confronti della madre e minacce aggravate nei confronti del fratello, al termine dell’interrogatorio di garanzia resterà in carcere, almeno per il momento. Il gip, Marco Billi, si è infatti riservato di decidere se accogliere l’istanza del giovane o rigettarla. Lo farà tra oggi e domani, anche se con molta probabilità accontenterà il giovane per cercare di recuperarlo così come avrebbe chiesto la madre che è la principale vittima di questa vicenda.

A rivolgersi al commissariato era stata proprio lei, esasperata da dieci anni di vessazioni e violenze e dalle continue richieste di denaro da parte del figlio. Nel corso degli anni il 28enne ha contratto mutui per un totale di 17.000 euro che la mamma ha dovuto estinguere. Secondo le accuse il giovane si sarebbe appropriato di circa 14.000 euro, frutto dell’estinzione di una polizza assicurativa che la madre aveva stipulato a suo favore, rubando gioielli in casa per rivenderli e acquistare la droga. Le richieste alla madre erano insistenti e pressanti, accompagnate da violenze fisiche anche nei confronti del fratello. Il giovane si recava spesso sul luogo di lavoro della madre per costringerla a consegnare il denaro e la donna, per evitare problemi con il datore di lavoro, finiva per cedere alle pressioni del figlio.

Con la richiesta di poter andare a disintossicarsi in una comunità di recupero, si apre uno spiraglio nuovo per Maggi che può così coltivare la speranza di un futuro meno difficile. (c.l.)

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