Appello per due bimbi ucraini malati Tedeschi: «Servono cure, aiutateci»

CERCHIO. A volte ci si può trovare in situazioni in cui la generosità di un’intera comunità da sola non basta per affrontarle. È quello che sta accadendo al Centro di accoglienza di Cerchio che da...
CERCHIO. A volte ci si può trovare in situazioni in cui la generosità di un’intera comunità da sola non basta per affrontarle. È quello che sta accadendo al Centro di accoglienza di Cerchio che da oltre un mese ospita i bambini ucraini fuggiti dalla guerra. Due di questi bambini hanno seri problemi di salute. Il sindaco Gianfranco Tedeschi, che n’è anche il tutore, dopo averli fatti visitare dai pediatri dell’Associazione medici di famiglia volontari per le emergenze, si è deciso di portarli per ben tre volte all’ospedale di Avezzano, per sottoporli a ulteriori accertamenti. «L’ultima volta», rivela Tedeschi, «è stata la sera di Pasqua e sono rimasto con loro tutta la notte. I medici sono stati chiari. I due bambini vanno portati subito in una struttura sanitaria adeguata a curare la loro patologia». Tale ricovero, ovviamente, ha dei costi che il sindaco non sa come affrontare. «Finora», spiega Tedeschi, «grazie alla gara di solidarietà di tanti cittadini e associazioni di volontariato, a questi bambini non solo non si è fatto mancare nulla – dal vitto ai giochi, fino all’assistenza pediatrica e psicologica – ma li si è messi anche in condizione di seguire la didattica a distanza con l’Ucraina. Inoltre, alcuni di loro hanno cominciato a frequentare la nostra scuola. Si è potuto fare tutto questo senza che lo Stato cacciasse un euro. Ora purtroppo», aggiunge Tedeschi, «si è presentata quest’altra emergenza e sinceramente non so dove andare a sbattere la testa. Ho sperato in un aiuto delle istituzioni. Il ministro Mariastella Gelmini e il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che ci hanno onorato della loro presenza, ci avevano garantito che non ci avrebbero lasciati soli. Li ho pregati successivamente di accordarci un contributo straordinario per affrontare eventuali emergenze: non è successo niente. Ma questi due bambini non possono aspettare ancora. Ne va della loro vita». Nonostante questi ritardi del governo nell’aiutarlo, Gianfranco Tedeschi, uno dei pochi sindaci che allo scoppio della guerra si è dichiarato disponibile ad accogliere bambini ucraini, intende onorare l’impegno preso fino in fondo. «Ho dato la disponibilità ad ospitare fino a ottanta bambini. E manterrò la parola», assicura Tedeschi, «a giorni dovrebbero arrivarne altri 20, alcuni accompagnati dalle madri, altri rimasti orfani».
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