Applausi e lacrime per l’addio a Giggio promessa neroverde

30 Maggio 2021

Tantissimi ragazzi a Collemaggio per l’ultimo saluto a Gianluca il 21enne con la passione del rugby trovato senza vita in casa

L’AQUILA. Decine di ragazzi con una maglietta bianca con un cuore nero e dentro il numero 13, il nome “Giggio”" in verde e sul davanti la foto di un ragazzino con la maglia del rugby che si mette la mano sul cuore, hanno fatto ala al passaggio di Gianluca Sarra nel suo ultimo viaggio. Gianluca, 21 anni, è stato trovato senza vita nella sua casa a Pozza, quella casa dove da qualche tempo era andato a vivere da solo. Tantissimi ragazzi in lacrime si sono ritrovati alla basilica di Collemaggio per l'ultimo saluto al giovane che, fino a qualche tempo fa, dopo gli impegni della scuola, indossava la maglia neroverde. “A modo tuo” di Ligabue, “Sorridi” di Gianna Nannini e “Sta passando novembre” di Eros Ramazzotti hanno fatto da sottofondo al lungo applauso che ha salutato la bara, accompagnata dai familiari, al suo arrivo a Collemaggio. In un angolo alcuni amici hanno messo anche un grande striscione con tante foto e la scritta “quanto sci Giggio”. Giggio, così lo chiamavano sui campi di rugby quando col numero 13, la maglia del secondo centro, faceva impazzire gli avversari con la sua velocità e le sue finte. Poi, all'improvviso, Gianluca aveva lasciato lo sport e si era ritrovato a percorrere una strada che lo aveva portato lontano dai suoi amici di sempre e da quello sport che tanto amava. Lui stesso aveva confidato che non vedeva l'ora di tornare a mettere le scarpette, voleva tornare a giocare. Aveva l'età per giocare in serie C, lo aspettavano gli amici e gli allenatori. E invece il destino ha voluto che quella strada intrapresa da Giggio fosse senza ritorno. Ci vorrà ancora un mese per capire la causa della sua morte, il tempo necessario per il responso dell’esame tossicologico eseguito durante l’autopsia. L’analisi condotta dall’anatomopatologo Giuseppe Calvisi ha stabilito che il decesso è stato determinato da insufficienza respiratoria, senza un nesso preciso con i farmaci trovati nell’abitazione. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Simonetta Ciccarelli che ha posto sotto sequestro l’appartamento in cui Gianluca era andato a vivere. Ad accorgersi della sua morte erano stati proprio i familiari che non vedendolo arrivare per l’ora di pranzo erano andati a cercarlo nella sua abitazione. Ma era troppo tardi. (r.p.)
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