Applauso dei giudici e degli avvocati per il pg Mancini

S’insedia il nuovo procuratore generale di Corte d’appello Il magistrato al lavoro: «Questa regione è nel mio cuore»
L’AQUILA. «Questa regione è nel mio cuore».
Si presenta così Alessandro Mancini, con parole di affetto rivolte all’Abruzzo e all’Aquila. Nel giorno dell’insediamento nel suo nuovo ufficio a palazzo di giustizia, il procuratore generale della Corte d’appello, 63 anni, proveniente da Ravenna, riceve idealmente il testimone dal suo predecessore.
Ad accoglierlo c’è Pietro Mennini, insieme ad Alberto Sgambati, reggente nella fase di avvicendamento, che oltre a dargli il benvenuto si felicita per l’incarico attribuito al collega nei confronti del quale esprime stima e apprezzamento. «L’entusiasmo è essenziale nel nostro lavoro», sottolinea, «se viene meno, è meglio cambiare mestiere».
Il passaggio di consegne, alla presenza di altri rappresentanti della magistratura, tra cui la presidente della Corte d’Appello Fabrizia Ida Francabandera, del presidente dell’Ordine degli avvocati Maurizio Capri e del presidente della camera penale Gian Luca Totani, è salutato da un applauso corrisposto dal nuovo procuratore generale con una testimonianza di legame all’Aquila. «La città non mi è estranea», spiega, ricordando la sua attività di insegnante di diritto penale tributario nella scuola ispettori della guardia di finanza.
«L’emozione c’è sempre», rivela Mancini, «ma sono molto sereno, faremo un ottimo lavoro con i colleghi». Proprio per i suoi trascorsi aquilani il nuovo procuratore generale si dice «orgogliosissimo e fierissimo» dell’incarico ricevuto, assicurando il massimo impegno per la migliore gestione dell’attività. «Sono un assertore dell’etica della responsabilità, a partire da me», sottolinea Mancini, «e a questo uniformerò il mio comportamento». Il procuratore rivolge un saluto particolare agli avvocati. «Siete nostri compagni di viaggio», osserva, «credo siano finiti i tempi della contrapposizione tra magistratura e avvocatura: avremo un rapporto di collaborazione e anche di cordialità». Mancini conclude il suo breve intervento con una battuta in cui condensa il suo orientamento per il nuovo incarico in Abruzzo. «Sono iscritto al partito della giustizia», ha tenuto a precisare, «questo è il mio riferimento». Originario di Bologna, Mancini è fratello di Marco, carabiniere e 007 al centro di numerose operazioni in Italia e all’estero, e Dario, già direttore generale della Caripe. Arriva all’Aquila dopo avere ricoperto per sette anni il ruolo di procuratore a Ravenna.
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