Apre “Casa fratelli tutti” ospiterà anche i senzatetto

27 Gennaio 2021

Il centro, voluto dal vescovo Santoro, pensato come una factory della solidarietà Previsti servizi e iniziative per l’inclusione e l’accoglienza di persone in difficoltà

AVEZZANO. Apre la “Casa fratelli tutti” che sarà un luogo di inclusione e inserimento sociale. La struttura, voluta dal vescovo, monsignor Pietro Santoro, è stata realizzata nello stabile di via Genova adiacente la chiesa di San Giovanni e sarà aperta a breve. I lavori sono in fase di ultimazione e già si sta pensando a come organizzare gli spazi anche alla luce dell’emergenza Covid. L’edificio sarà una vera e propria “factory” della solidarietà. Avrà all’interno uno spazio dedicato alla progettazione di iniziative volte a reinserire le persone svantaggiate nella società, ci sarà un ambulatorio per garantire assistenza sanitaria, ma anche stanze per poter ospitare senzatetto e delle sale dove sarà possibile permettere agli specialisti di incontrare uomini e donne che hanno bisogno di riallacciare i rapporti sociali o di tornare nel mondo del lavoro.
«Dal 2017 l’accoglienza abitativa d’emergenza l’abbiamo sempre assicurata», ha commentato la vicedirettrice della Caritas, Lidia Di Pietro, «nel 2017 venne proprio organizzata negli spazi di via Genova per l’emergenza freddo, grazie soprattutto all’aiuto di don Franco. Poi nel 2018 il servizio è stato gestito con alcuni appartamenti e delle altre strutture di nostra proprietà. Ora siamo riusciti a ristrutturare questo edificio dove ci saranno diversi servizi e verranno realizzate tante iniziative per l’inclusione e l’inserimento sociale. I lavori sono agli sgoccioli, dovrebbero terminare a breve. Poi per le norme anti Covid bisognerà strutturare dei percorsi per l’accoglienza». La “Casa fratelli tutti” sorgerà nello stabile che per quasi cent’anni ha ospitato le Suore Trinitarie. Dal 2018 l’edificio è stato ristrutturato con i fondi dell’8x1000 dalla diocesi e ora è pronta per offrire servizi in favore delle persone che vivono nel disagio. «Sarà il luogo della progettazione», ha aggiunto il vice-direttore, «l’idea ovviamene è di non fare tutto lì. Sarà la base da dove fare partire le iniziative che poi coinvolgeranno anche le varie realtà del territorio e le parrocchie che hanno dato già la loro disponibilità. Ci saranno anche delle stanze per ospitare le persone che ne hanno bisogno». La casa sarà un altro tassello del grande sistema messo in piedi dalla comunità ecclesiale per offrire assistenza ai marsicani, e non, che vivono in situazione di difficoltà. Proprio negli ultimi mesi la mensa della Caritas ha raddoppiato a pranzo e cena i pasti, come l’Emporio solidale al quale tante famiglie del territorio si rivolgono per i beni di prima necessità. Inoltre, la diocesi è attiva con la Fondazione Jubileum, il servizio di Pastorale sociale e del Lavoro e con il Fondo San Berardo per tutti coloro che sono stati colpiti da restrizioni economiche dovute alla pandemia.
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