Aratari: vaccino antinfluenza, dosi esaurite

I medici di base lanciano l’allarme: non sono arrivati i quantitativi necessari per le maggiori richieste
AVEZZANO. Vaccini antinfluenzali insufficienti, anche per anziani e le persone fragili. Donato Aratari, medico di base ed ex consigliere comunale, tartassato da telefonate di assistiti, lancia l’allarme all’Asl 1 per i «ritardi incomprensibili», soprattutto in questi tempi di emergenza sanitaria. «Finora a fronte di più di 300 assistiti over 65», afferma, «senza considerare i diabetici, i cardiopatici, i bronco-pneumopatici, i neoplastici e gli ipertesi, l’Asl mi ha fornito solo 120 vaccini in due tranche, assicurando la fornitura degli altri entro i primi di novembre. Sono ancora in attesa, mentre gli assistiti sono inviperiti per i ritardi e chiedono i vaccini». Le telefonate a raffica stanno mettendo a dura prova i medici di base già alle prese con l’emergenza Covid. «Quest'anno», dice Aratari, «vista l'emergenza Covid, durante l'estate c'è stata giustamente una notevole campagna di sensibilizzazione dei mass-media per spingere la popolazione a vaccinarsi contro l'influenza a partire da ottobre. Per evitare assembramenti abbiamo provveduto a programmare l'accesso dei pazienti da vaccinare in ambulatorio mediante la prenotazione a partire dai primi di ottobre, poiché era logico aspettarsi una richiesta maggiore rispetto agli anni precedenti». Le richieste, però, non ha trovato le risposte attese.
«All’inizio di ottobre i vaccini non c’erano. Abbiamo pensato a un ritardo legato alla consegna di ingenti quantitativi di dosi: il 13 l’Asl ha consegnato soltanto 70 vaccini a ogni medico assicurando che, appena finiti, ce ne avrebbero forniti altri, ma ciò non è avvenuto». La seconda tranche di soli 50 è arrivata a inizio novembre, mentre il resto doveva arrivare entro la metà del mese. «Purtroppo, a tutt’oggi», spiega Aratari, «ancora non c’è traccia degli altri vaccini. Ora, considerando che tutti i colleghi della Provincia si trovano nella stessa situazione, chiedo ai dirigenti dell’Asl cosa dobbiamo rispondere ai pazienti che vogliono i vaccini?».
Il medico, però, va oltre e chiede di conoscere il «nome di chi doveva provvedere all’approvvigionamento per tempo delle dosi necessarie, ben sapendo che quest’anno la richiesta sarebbe stata superiore agli anni precedenti. È ora che ciascuno si assuma le proprie responsabilità». (m.s.)
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