Archivio di Stato I primi dieci anni nella sede di Bazzano
Lunedì prossimo incontro con la sottosegretaria Orrico e dirigenti dei Beni culturali. Poi relazione di Colapietra
L’AQUILA. Ci sono eventi che riesaminati molto tempo dopo assumono un valore totalmente diverso da quello che gli fu attribuito nel momento in cui si verificarono. È il caso dell’Archivio di Stato dell’Aquila. Il 30 luglio del 2009 fu inaugurata la nuova sede provvisoria in un “capannone” del Nucleo industriale di Bazzano. La vecchia sede nel palazzo della Prefettura era stata distrutta dal terremoto del 6 aprile.
All’epoca quell’inaugurazione fu una notizia tra le tante di quei primi mesi post-sisma. Salvare e proteggere vecchie “scartoffie” a fronte del dramma che stavano vivendo gli aquilani sembrò un inutile spreco di denaro e di tempo. Eppure, a dieci anni di distanza, quell’avvenimento assume un significato diverso e simbolico. Nell’estate del 2009 lo scenario era terribile: il capoluogo e il suo circondario erano distrutti, la popolazione dispersa tra tendopoli e alberghi della costa, le scuole tutte da ricostruire, il lavoro azzerato, il futuro difficile persino da immaginare, il dolore lancinante. Eppure in quel trambusto c'è chi pensò a mettere in sicurezza la “Storia” della città. Quelle “scartoffie” salvate dalle macerie rappresentarono uno dei pilastri della rinascita. Le carte d’archivio non sono materiale prezioso solo per gli storici ma sono indispensabili anche per chi, oggi, sta materialmente ricostruendo gli aggregati e le tante emergenze storico artistiche. Non è raro trovare nella sala studio (intitolata all’archivista e paleografa Giovanna Lippi, vittima del terremoto) ingegneri, geometri, consulenti, avvocati, cittadini, alla ricerca delle tracce storiche di un edificio, di una pianta catastale, di un antico progetto di ristrutturazione, dei nomi di proprietari di cui si è persa memoria. Lunedì 18 novembre alle 16,30 nella sala conferenze “Tre Marie” dell’Archivio di Stato in via Galilei nel Nucleo industriale di Bazzano si svolgerà un incontro, a dieci anni dal sisma dal titolo “La rinascita dell'Archivio di Stato dell'Aquila”. Ci saranno ospiti importanti, a partire da Anna Laura Orrico sottosegretario al ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo; Anna Maria Buzzi direttore generale degli archivi; Stefano D’Amico segretario regionale del Mibact; Ferruccio Ferruzzi direttore dell’Archivio di Stato dell’Aquila nel periodo post sisma; Maria Rita Signorini presidente nazionale di Italia Nostra; Paolo Buonora direttore dell’Archivio di Stato di Roma; Walter Capezzali presidente della Deputazione di storia patria. Farà gli onori di casa Daniela Nardecchia, direttrice dell’Archivio di Stato dell’Aquila. Prevista la presenza del sindaco Pierluigi Biondi. La “chicca” finale sarà la relazione storica affidata al professor Raffaele Colapietra sul tema “Aquila 1703-1713. Un decennale diverso”. Va sottolineato che nelle sale dell’Archivio è stata allestita una mostra di documenti proprio sul terremoto del 1703. «Con l’incontro di lunedì», afferma Nardecchia, «a dieci anni dal sisma vogliamo sì ricordare quel terribile evento, ma soprattutto quell’impegno straordinario per cui l’Archivio si è rialzato appena tre mesi dopo. È stato uno dei primi voli che L’Aquila ha ripreso a fare e siamo orgogliosi di evidenziare che questa istituzione si è riproposta come prezioso punto di riferimento per gli studiosi e ricercatori, per tutti coloro che hanno a cuore lo studio e la conservazione di un patrimonio documentale che è la più ricca memoria storica del territorio aquilano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

