Archivio di Stato, rinnovato il sito internet
Sarà più facile orientarsi tra i documenti, in corso di pubblicazione gli inventari consultabili da casa
L’AQUILA. Il sito internet dell’Archivio di Stato dell’Aquila (che ha sedi distaccate a Sulmona e Avezzano) si rinnova e per gli storici sarà più facile orientarsi nella gran massa di documenti che l’Archivio conserva, tra cui quelli del Genio civile preziosi per la ricostruzione post sisma. Sul nuovo sito si trovano informazioni sui servizi e sulle attività dell’Archivio e nella sezione Patrimonio è in corso la pubblicazione degli inventari che potranno essere consultati da casa. Il sito è poi in continuo aggiornamento e sarà costantemente arricchito di contenuti e documenti digitali. L’Istituto conserva attualmente fondi archivistici le cui carte coprono il periodo dal XII al XX secolo. La documentazione conservata è stata prodotta dalle istituzioni preunitarie e da quelle statali post-unitarie ricadenti – in genere – nel territorio della provincia. Si conservano, inoltre, archivi di enti pubblici, di famiglie, di persone, di associazioni e di altri organismi privati che rivestono un interesse storico particolarmente importante. Dagli elenchi dei fondi archivistici di ciascun Istituto, raggiungibili attraverso il “menu”, è possibile accedere agli strumenti di ricerca attualmente disponibili in formato digitale e il cui numero verrà progressivamente incrementato.
L’Archivio di Stato dell’Aquila trae origine dal regio decreto del 22 ottobre 1812 di Gioacchino Murat. Si cominciò concretamente a formare nel 1835 al piano terra dell’ex convento di Sant’Agostino (piazza della Repubblica) trasformato in palazzo dell’Intendenza acquisendo gli atti della stessa e delle soppresse magistrature di antico regime. Ha due Sezioni: quella di Sulmona, istituita il 30 giugno 1960, e quella di Avezzano, istituita il 20 dicembre 1999. Il sisma del 6 aprile 2009 ha danneggiato gravemente il palazzo della prefettura, provocando il crollo quasi totale dell’ala anteriore sulla piazza della Repubblica, quella sul cui frontone è apposta la scritta “Palazzo del Governo”, diventata l’icona mediatica della catastrofe. L’ala posteriore, dove si trovava l’Archivio, è stata invece stata danneggiata in modo minore. In molti locali le scosse hanno fatto crollare scaffali e rovesciato la documentazione che nel suo complesso, però, è rimasta integra. Il 9 e 10 aprile 2009, grazie all’intervento dei vigili del fuoco – che malgrado il grave rischio hanno recuperato i documenti – e degli archivisti che hanno diretto i lavori, sono stati recuperati i fondi più antichi e importanti dell’Archivio, trasferiti temporaneamente a Sulmona. È stato poi preso in locazione un edificio nel Nucleo industriale di Bazzano. L’Archivio di Stato fra qualche anno dovrebbe tornare in centro storico dove una volta c’era il distretto militare, a fianco della Basilica di San Bernardino. (g.p.)
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