Area stazione tra degrado e minidiscariche

Di Bastiano (Centro giuridico) denuncia l’abbandono della zona: «Più attenzione per il decoro»
AVEZZANO. Area stazione, eccetto l’interno, nel degrado più totale: un quadro a tinte foschissime sia sul versante del parcheggio lato piazza Matteotti, che sulla rampa di collegamento col piazzale Kennedy utilizzato dai viaggiatori di treni e bus e cittadini dell’area Nord. «C’è un degrado spaventoso», denuncia E.S., uno dei viaggiatori stanchi di sopportare la situazione, «con decine di bottiglie e barattoli di birra vuoti in ogni angolo, cumuli di rifiuti, vecchi abiti e un materasso. Per non parlare di chi ha scambiato l’area nascosta del parcheggio per fare i propri comodi. Qui, oltre che di decoro, inizia a essere anche un problema di ordine sanitario. L’assurdo è che non parliamo di un’area di estrema periferia della città, ma di una zona centrale, luogo di transito di migliaia di viaggiatori e di cittadini che ogni giorno attraversano il sottopassaggio di piazzale Kennedy». Il colpo d’occhio, infatti, evoca le cosiddette terre di nessuno, dove il degrado regna sovrano: a partire dalla tettoia che collega il piazzale Kennedy col sottopasso ferroviario, circondato da rifiuti, bottiglie e lattine di birra in continua crescita. Non va meglio sul lato piazza Matteotti, dove il parcheggio usato perlopiù dai viaggiatori su ferro, versa in condizioni peggiori: qui, a ridosso del muro di recinzione esterno della stazione, c’è una vera e propria minidiscarica a cielo aperto. E c’è chi, dietro la cabina elettrica, fa i bisogni corporali. «Piazza Matteotti», afferma il presidente del centro giuridico, Augusto Di Bastiano, «è un punto di partenza di treni, pullman nazionali e internazionali e di collegamento tra la zona Nord e il centro città, il Comune deve assicurare la pulizia continua di quell’area, oltre che realizzare un bagno pubblico: stiamo parlando di un servizio essenziale per i viaggiatori, tanto più che i bagni della stazione ferroviaria sono inutilizzabili da tempo, mentre quando i bar sono chiusi non c’è alternativa. Alla stazione anche gli orologi sono fuori tempo». Nessuno dei cinque segnatempo concentrati nell’area, infatti, indica l’orario giusto. Di Bastiano sollecita il commissario, Mauro Passerotti, a far uniformare e ripartire le lancette. «Il decoro passa pure attraverso quelle che in apparenza sembrano piccole cose. I cittadini», dice Di Bastiano, «lamentano orologi fermi in ogni angolo della città. Sarebbe opportuno fare una verifica per capire quali sono di proprietà del Comune e a chi ne è stata affidata la cura e la pubblicità».(m.s.)
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