Aree verdi abbandonate Ecco il viaggio nel degrado

4 Luglio 2018

Il Comune caldeggia un progetto per mettere gli alberi in piazza Duomo Ma da Roio a Pettino, passando per il parco Unicef in via Strinella, è un disastro

L’AQUILA. Mentre al Comune c’è chi pensa di mettere gli alberi persino a piazza Duomo, in città si moltiplicano le proteste per le condizioni di parchi e aree verdi. L’aspetto che in questo momento appare più insidioso è la presenza di erba alta in molte zone della città. Negli ultimi giorni non è che il personale addetto al verde sia stato a girarsi i pollici. Una parte è impegnata per il nascituro Parco del Sole, altri sono dovuti andare a ripulire il parco di piazzale Paoli, abbandonato a se stesso dal 2015, mentre altri sono al lavoro nelle tante rotatorie cittadine. Ma non basta.
PINETA DI ROIO IN ROVINA. Il visitatore della pineta di Roio viene accolto da due ruderi tra cui quello del mitico “Chalet”, devastato dal terremoto e, in tempi più recenti, dai vandali. L’ingresso non presenta cartelli di divieto, tanto che non è difficile imbattersi in qualcuno che preferisce parcheggiare la propria auto proprio in mezzo alla pineta. E poi, addentrandosi nell’area verde, non è difficile imbattersi in buste di plastica abbandonate in mezzo agli alberi. Il pericolo maggiore, quassù, è rappresentato dal sottobosco non ripulito, ottimo combustibile.
PARCO UNICEF. Proteste arrivano anche dal parco Unicef a via Strinella, letteralmente invaso da erba alta, che per i proprietari dei tanti animali domestici della zona significa anche la presenza abbondantissima dei forasacchi, le terribili spighette che fanno correre agli animali rischi anche mortali. Il parco era stato ripulito alcune settimane fa, molto prima, però, che le graminacee responsabili della formazioni delle temibili spighette iniziassero e vegetare. C’è chi racconta di aver chiamato tante volte sentendosi rispondere «Non abbiamo abbastanza personale». Proprio in quest’area, alcuni anni fa, gli utenti avevano chiesto di attrezzare un’area dedicata esclusivamente agli animali domestici, così come avviene nel parco a Pettino, dove, sul pesante cancello di ingresso, un cartello scritto col pennarello chiede di «tenere pulito».
IL FAI-DA-TE. In effetti, a prima vista, gli spazi appaiono in ordine. Un piccolo cane si aggira tra un residuo di erba alta. L’area è stata pulita due settimane fa, ma le spighette non erano state rimosse tanto che alcuni animali erano finiti al veterinario. E allora gli utenti del parco, che hanno anche un gruppo Facebook per scambiarsi consigli e proposte, hanno organizzato una giornata ecologica per rimuovere tutto quello che gli operai del Comune non avevano rimosso. C’è ancora qualche problema con un cestino che col vento si apre distribuendo il contenuto tutto intorno.
ZONA BANCA D’ITALIA. Proteste anche dal quartiere Banca d'Italia per gli spazi verdi dietro alla scuola (inagibile) Giovanni XXIII. Anni di abbandono hanno trasformato l’area in una vera giungla. O, più propriamente, in «un serpaio», come denunciano i residenti.
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