Aria irrespirabile, vertici Cogesa a giudizio

Discarica di Noce Mattei, il comitato dei residenti delle Marane si costituirà parte civile. In 5 a processo
SULMONA. Tutto era partito da un esposto del comitato dei residenti delle Marane, la frazione di Sulmona che confina con la discarica in località Noce Mattei, che non ne potevano più dell’aria ormai irrespirare. Esposto che portò allo spettacolare blitz di polizia, carabinieri e guardia di finanza con elicotteri e una decina di volanti, alla ricerca di rifiuti tossici e collegamenti con la camorra e la mafia dei rifiuti. Alla fine non emerse nulla di tutto questo, ma solo un piccolo abuso edilizio che portò alla chiusura del centro raccolta ingombranti e a contestazioni di carattere amministrativo degli allora vertici del Cogesa. Violazioni amministrative che non prevedono carcere ma che potranno essere sanate attraverso il pagamento di sanzioni.
A guidare le operazioni era stato direttamente il capo della Procura Giuseppe Bellelli, ora capo della Procura del tribunale di Pescara, il quale era convinto che dietro all’attività del Cogesa si nascondesse altro. L’inchiesta però si è chiusa con un decreto di citazione a giudizio emesso dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti nei confronti di cinque persone: l’ex amministratore unico Vincenzo Margiotta, il responsabile tecnico di Cogesa Stefano Margani, il responsabile della piattaforma Danilo Ciotti, Davide Amadio responsabile dell’impianto Tmb e l’attuale legale rappresentante del Cogesa.
Le accuse contestate a vario titolo sono: errato trattamento dei rifiuti, violazioni urbanistiche e ambientali, emissioni insalubri, superamento della capienza nell’impianto, procedure di monitoraggio non rispettate. La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 5 dicembre e dovranno comparire davanti al giudice monocratico del tribunale di Sulmona le cinque persone sopra citate. Il comitato si costituirà parte civile.
Intanto, partirà lunedì prossimo il monitoraggio della qualità dell’aria sul sito dove sorge la discarica, a seguito della convenzione siglata tra Comune ed Arta volta ad esaminare l’entità e l’origine dei miasmi. All’appello mancano due centraline che saranno installate in un secondo momento. Un passaggio importante dal quale si potrà capire la reale nocività della discarica e degli impianti di trattamento del Cogesa. (c.l.)
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