Arischia, gli anziani esortano i giovani per la ricostruzione
L’AQUILA. Abramo Colageo di Arischia scrive: «Ad Arischia, in piazza Beccia, nello storico rione Fossato, nelle case agro-pastorali rimaste in piedi ci si poteva leggere la storia. Dopo il passato...
L’AQUILA. Abramo Colageo di Arischia scrive: «Ad Arischia, in piazza Beccia, nello storico rione Fossato, nelle case agro-pastorali rimaste in piedi ci si poteva leggere la storia. Dopo il passato sisma sono state completamente abbattute dalle ruspe, forse alcune si potevano salvare. Ora la piazza è spettrale, disabitata. Da alcuni anni i giovani che vi abitavano prima del sisma, su suggerimento di alcuni anziani, il primo sabato di luglio organizzano una serata per ritrovarsi e rivivere il passato, festeggiando con piatti tipici tramandati dai nonni. Sono invitati alla festa tutti i nativi e i residenti del rione con i loro familiari, per riflettere e proporre suggerimenti per la rinascita della piazza come era prima del terremoto. Durante la serata, alcuni novantenni hanno ripercorso la storia di alcune case abbattute e alcuni piacevoli racconti tramandati dai proprietari delle case demolite. Questi hanno esortato i presenti a tenere i contatti con il Comune per accelerare la ricostruzione della contrada e dell’intera frazione, come hanno fatto per ben tre volte i loro antenati. Il più anziano ha riferito ai moltissimi presenti un vecchio proverbio arischiese “La piazza è piena di gente ma questi signori non sentono niente”. Concludo riportando un pensiero di un mio amico geologo. “È una piacevole sorpresa passeggiare per le strade silenziose di Arischia e scoprire improvvisamente che esiste una comunità che non vuole rinunciare a incontrarsi negli stessi luoghi di un tempo, dove ora regnano solo macerie e tanti ricordi”».

