Armi rubate, perquisizioni senza esito

29 Aprile 2018

Le ricerche dell’arsenale sparito dalla casa di un medico estese anche a Pratola e in alcuni casolari

SULMONA. Sembra sparito nel nulla il piccolo arsenale rubato nei giorni scorsi nell’appartamento di un medico sulmonese. Nonostante carabinieri e polizia stiano passando da tre giorni la città al setaccio, con perquisizioni a raffica nelle case di sospettati e in alcuni casolari nelle campagne sulmonesi, delle 25 pistole, della mitraglietta Skorpion e di alcuni fucili e carabine, sembrano essersi perse le tracce.
Una situazione che preoccupa non poco le forze dell’ordine per il pericolo che potrebbe costituire un numero così elevato di armi nelle mani di malavitosi, pronti a usarlo per mettere a segno furti e rapine. Preoccupazioni che hanno spinto polizia e carabinieri a estendere le perquisizioni anche nei paesi del circondario. Soprattutto a Pratola Peligna, nelle abitazioni di personaggi già noti alle forze dell’ordine che gravitano notoriamente attorno al mondo dello spaccio di sostanze stupefacenti.
A denunciare il furto delle armi era stato domenica sera il medico sulmonese che tornando dal week end trascorso nel Lazio ha trovato l’appartamento messo a soqquadro con oro e oggetti preziosi spariti. Ma soprattutto il medico ha trovato le vetrinette dove erano custodite le armi forzate e desolatamente vuote.
Secondo la polizia che ha effettuato il sopralluogo nell’appartamento, i ladri non erano a conoscenza della presenza di tutte quelle armi in casa. E, dunque, secondo gli investigatori, avrebbero deciso di rubarle, forzando le vetrine dove erano esposte, una volta scoperto il piccolo arsenale. Se fosse stato un furto su commissione – questa la tesi della polizia – i malviventi avrebbero puntato esclusivamente alle pistole e ai fucili, lasciando in casa oro e gioielli.
Cosa strana, invece, è che i ladri fossero a conoscenza dell’assenza per alcuni giorni dei proprietari. (c.l.)
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