Arrestati i rapinatori del tesoro delle pensioni
Sono accusati di due incursioni nell’Aquilano, nella Marsica e a Guardiagrele I due banditi sessantenni avevano messo insieme un bottino da centomila euro
L’AQUILA. I carabinieri della Compagnia dell’Aquila hanno arrestato due «stagionati» pregiudicati campani che nei mesi scorsi hanno seminato terrore tra impiegati e clienti di uffici postali abruzzesi rapinandone ben quattro, per un bottino complessivo di centomila euro.
Si tratta di Cesare Lanzara, di 60 anni, e Giulio Mucci, 67enne, indagati per le seguenti rapine: il 4 novembre 2013 a Villa San Vincenzo di Guardiagrele, il 3 dicembre 2013 a Castelvecchio Calvisio, il primo marzo 2014 a Poggio Picenze e il primo aprile dello stesso anno a Civita d’Antino.
I dettagli dell’operazione sono stati riferiti in una conferenza stampa nella caserma «Jafolla» dal tenente colonnello Andrea Ronchey e dal comandante della Compagnia, il capitano Marcello D’Alesio.
Ai campani è stata contestata anche la tentata rapina a un ufficio postale del centro molisano di Matrice il primo luglio 2014. In quell’occasione furono arrestati e poi rimessi in libertà per decorrenza dei termini. Nel corso di quell’operazione sono stati messi sotto sequestro armi, munizionamento, guanti e passamontagna indossati per poter effettuare quel colpo e forse utilizzati anche in altri assalti.
Il provvedimento cautelare è scaturito da una lunga e articolata attività di indagine tecnica svolta dal Nucleo operativo e radiomobile, che ha consentito di attribuire a loro le responsabilità nelle rapine.
I responsabili sono stati rintracciati nelle proprie abitazioni e dichiarati in stato di arresto per poi essere rinchiusi nel carcere di Benevento.
I due malviventi, che hanno avuto un complice denunciato a piede libero, non hanno mai agito a caso. Infatti, forse informati da qualcuno, si sono presentati negli uffici postali ben consapevoli che poco prima erano stati depositati lì i soldi per pagare le pensioni.
E, difatti, i colpi (commessi quasi a cadenza mensile) sono stati abbastanza fruttuosi: a Guardiagrele portarono via 16mila euro, 48mila a Castelvecchio Calvisio, 23mila a Poggio Picenze, dove tra l’altro bruciarono la macchina usata per il colpo al fine di cancellare e impronte, e 15mila nell’ufficio postale marsicano di Civita d’Antino.
I militari hanno precisato che le indagini sono partite dall’Aquila ma poi ci si è resi conto, dalle modalità, che i due erano responsabili anche per il colpo a Guardiagrele commesso in precedenza.
Questo ha comportato che la Procura competente fosse quella di Chieti che ha chiesto e ottenuto i due arresti dal gip.
Nel corso della conferenza i due ufficiali hanno messo in evidenza come ancora una volta ci si trovi di fronte a «rapinatori in trasferta» e questo rende molto più difficili le indagini non avendo molti punti di rifemento.
I banditi, inoltre, erano soliti arrivare dalla Campania nei luoghi presi di mira con auto proprie ma la prima fuga dopo le incursioni avveniva con macchine rubate poco prima in Abruzzo: la Fiat Uno usata a Castelvecchio era stata rubata a Chieti mentre un’altra utilitaria adoperata a Poggio Picenze era stata presa a Ortona.
Oltre alle rapine ai due campani sono stati contestati anche altri reati: porto abusivo di pistole e fucili a canne mozze, detenzione illegale di munizioni, ricettazioni di armi e furto o ricettazione di automobili.
Ora si sta verificando se siano responsabili anche di altri assalti in Abruzzo rimasti finora impuniti.
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