Arrestato il fotografo delle modelle: «Violenze sessuali durante i provini»

19 Agosto 2022

Il 43enne Luciani finisce nei guai. È accusato da due sorelle (una minorenne) e da una terza ragazza Così la Procura: «L’uomo sarebbe solito utilizzare dei metodi deontologicamente discutibili»

L’AQUILA. Le portava nei luoghi più disparati – dai vigneti alle cascate nei parchi dell’Abruzzo, fino a veri tour oltre regione – e le faceva spogliare. Ufficialmente per fare delle foto di nudi artistici o pubblicizzare biancheria intima. Ma Alessandro Luciani, 43 anni, fotografo e videomaker dell’Aquila, si sarebbe spinto ben oltre, arrivando a palpeggiare le ragazze. Tre le presunte vittime, una minorenne. Ne è convinta la polizia. L’uomo è stato arrestato per violenza sessuale dalla sezione Fasce deboli della squadra Mobile della questura dell’Aquila.
ECCO LE ACCUSE
Il professionista è accusato di aver «palpato seno o glutei delle aspiranti modelle», tentando «approcci sessuali» durante alcuni servizi fotografici e «arrivando a diffondere, sui principali social, foto che ritraevano le giovani ragazze in topless, senza il loro consenso».
L’APPELLO
Gli inquirenti sospettano altri casi in passato e per tale ragione invitano le aspiranti modelle «a denunciare, senza alcun timore».
L’ARRESTO
Venerdì scorso i poliziotti della Mobile si sono presentati a casa del fotografo per notificargli l’ordinanza di misura cautelare emessa dal giudice delle indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, Guendalina Buccella. Da quel giorno Luciani si trova agli arresti domiciliari nella sua casa dell’Aquila. Ma la notizia è stata diffusa solamente nella mattinata di ieri. Su richiesta del suo legale, l’avvocato Marco De Paulis, il gip Buccella ha accolto l’istanza concedendo all’arrestato di uscire «solo per motivi di lavoro».
LE INDAGINI
Tutto è partito dalla denuncia di una giovane aspirante modella dell’Aquila. Dopo un servizio fotografico per pubblicizzare biancheria intima, una volta tornata a casa, la ragazza non ce l’ha fatta a trattenere quanto accaduto e sarebbe scoppiata in lacrime confessando ai genitori di essere stata palpeggiata nelle parti intime durante gli scatti. Dopo qualche giorno si è presentata in questura per raccontare tutto agli agenti. Ma non è stata l’unica a denunciare. Anche la sorella della giovane, minorenne, ha riferito di aver subìto, la scorsa estate, le stesse particolari attenzioni durante un servizio fotografico, realizzato sempre dallo stesso Luciani, questa volta a Tropea, località turistica della Calabria. La giovane ha detto che per un anno si era tenuta tutta dentro, per paura. Fino a quando ha scoperto cos’era capitato alla sorella. Ma ad accusare il fotografo c’è anche una terza ragazza, anche lei dell’Aquila. Rintracciata dalla polizia dopo le prime denunce.
«DEONTOLOGIA DISCUTIBILE»
Accuse tutte da dimostrare. L’attività investigativa ha avuto origine a giugno. Il personale della sezione reati contro la persona della squadra Mobile, coordinata dalla Procura dell’Aquila, ha avviato una attività di indagine che ha permesso di scoprire come «il professionista sarebbe solito utilizzare metodi deontologicamente discutibili, quali palpeggiamenti e sfregamenti delle parti intime del corpo delle giovani modelle». I «discutibili servizi fotografici», come definiti dalla Procura, venivano svolti non solo all’Aquila, ma in tutta Italia in occasione di eventi di moda o pubblicitari e shooting fotografici. Durante le indagini gli inquirenti hanno cercato di ricostruire la rete dei contatti del fotografo ed è spuntata una terza ragazza. «Un vero e proprio modus operandi», quello del fotografo, sempre per l’accusa: «Sfruttando la sua professione, particolarmente attivo nella realtà aquilana, anche con alcune testate giornalistiche, e abusando della sua posizione di superiorità derivante dalla differenza di età e, in alcuni casi, anche dalla promessa di un lavoro, durante i servizi fotografici compiva atti di violenza sessuali».
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