Arrestato il portiere del Sulmona calcio

18 Dicembre 2015

Trovata cocaina nell’auto e a casa del 24enne Bighencomer. Lui si difende: «Uso personale per le feste, nessuno spaccio»

SULMONA. Il portiere del Pro Sulmona calcio, Edoardo (Eddy) Bighencomer, 24 anni, è stato arrestato per spaccio di droga. Secondo l’accusa se ne andava in giro per la città con 24 grammi di cocaina nell’auto.

A fermarlo e arrestarlo i carabinieri della compagnia peligna, che a seguito di un controllo hanno scoperto il consistente quantitativo di stupefacente che il giovane nascondeva nella sua vettura.

Eddy Bighencomer è molto conosciuto in città. Attualmente è il secondo portiere del Pro Sulmona, squadra biancorossa che gioca nel campionato abruzzese di Promozione (girone A). Sabato scorso, nell’anticipo contro il Bucchianico, il 24enne sedeva regolarmente in panchina. Anche in passato ha militato come portiere nelle fila del Sulmona calcio e molti lo ricordano perché è stato tra gli artefici dell’ultima promozione in serie D.

Per Bighencomer l’accusa è di detenzione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio. Oltre alla droga trovata nella sua auto, i carabinieri sono riusciti a recuperare nella successiva perquisizione domiciliare, altri 0,5 grammi dello stesso tipo di sostanza stupefacente, oltre a materiale per il frazionamento e confezionamento di piccole dosi. Subito dopo l’arresto Bighencomer è stato accompagnato nella sua abitazione, sottoposto agli arresti domiciliari, come disposto dal sostituto procuratore di turno.

Ieri, nel corso dell’udienza di convalida che si è tenuta nel tribunale di Sulmona, Bighencomer, difeso dall’avvocato Stefano Michelangelo, ha respinto le accuse sostenendo che la droga non era destinata allo spaccio ma era per uso personale. Un quantitativo che avrebbe utilizzato per le festività natalizie.

Al termine dell’udienza, il giovane, su decisione del gip, è stato scarcerato e sottoposto all’obbligo di firma. Dell’accaduto è stata informata anche la società di calcio. Bighencomer dovrebbe finire fuori rosa in attesa di chiarire il suo ruolo nella vicenda. Il portiere, nel maggio 2012, era rimasto invischiato nell’operazione antidroga battezzata “Piccolo Colosseo” e portata a termine dai carabinieri. Indagine che sfociò in dieci arresti (di cui tre ai domiciliari), due obblighi di dimora e sei indagati a piede libero per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. Da alcune intercettazioni spuntò fuori anche l’utilizzo di due pistole, che secondo i militari servivano a intimorire i clienti che non volevano pagare la cocaina, la marijuana o l’hascisc. ©RIPRODUZIONE RISERVATA