Arrestato l’aggressore dell’avvocato

12 Luglio 2020

Ai domiciliari Bruno Ranalli, 75 anni, preso a Bugnara. Il pm: le bastonate potevano anche causare la morte di Colaiacovo

SULMONA. Preso l’aggressore dell’avvocato Vincenzo Colaiacovo. A due settimane dai fatti, Bruno Ranalli pensionato di 75 anni è finito agli arresti domiciliari. Sono arrivati all’ora di cena di venerdì scorso, nel casolare alla periferia di Bugnara dove l’ex ferroviere con la passione dei tartufi vive. In mano i carabinieri avevano l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Marco Billi nei suoi confronti. Pesanti le accuse: lesioni pluriaggravate e molestie. Improvvisa svolta nella vicenda che vede coinvolto, come parte lesa, l’avvocato e giornalista Colaiacovo. L’avvocato, la mattina del 27 giugno scorso, era finito in ospedale, con gravi ferite al volto e sulla testa dopo essere stato colpito ripetutamente con un bastone da un uomo che lo aveva aspettato sotto casa in via Carrese e poi era fuggito dileguandosi tra i vicoli del centro storico. La prima ad arrivare sul posto era stata la compagna di Colaiacovo, avvocato anche lei e presidente del Pd cittadino, Teresa Nannarone, la quale dopo avergli prestato i primi soccorsi, lo ha accompagnato in ospedale dove il professionista è rimasto ricoverato per alcuni giorni e quindi dimesso con una prognosi di 50 giorni. I carabinieri, grazie alle testimonianze acquisite e all’esame delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza, non solo hanno ricostruito le modalità dell’azione e già nella giornata del 27 giugno sono arrivati a individuare, con certezza, l’autore del gesto di violenza notificandogli dapprima una denuncia. Raccolto il quadro probatorio il pm Aura Scarsella, anche e soprattutto in relazione all’estrema violenza e premeditazione con la quale era stata messa in atto l’aggressione, ha ottenuto dal giudice per le indagini preliminari il provvedimento di custodia cautelare. A incidere sulla decisione è stata anche la perizia fatta del medico legale Ildo Polidori nella quale viene evidenziato che l’aggressione poteva portare come conseguenza anche la morte. Le ferite provocate dai colpi inferti con un bastone alla testa dell’avvocato Colaiacovo avrebbero provocato dei pericolosi focolai che avrebbero posto in pericolo di vita il professionista, tanto che ancora oggi, a distanza di molti giorni, Colaiacovo ha dei vuoti di memoria e dei giramenti di testa che ne condizionano le attività giornaliere. Alla base dell’aggressione ci sarebbero motivi professionali e in particolare una sentenza emessa il giorno prima dal giudice che condannava il pensionato a risarcire l’avvocato che era stato molestato dal suo cliente, con 4mila euro. Soldi che Colaiacovo ha destinato in beneficenza.
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