Arrivano le lauree in Protezione civile

Dal prossimo anno accademico l’Ateneo abiliterà i dottori in Tecniche e sicurezza del territorio. Presentazione con Borrelli
L’AQUILA. Dal prossimo anno accademico, l’offerta formativa dell’Università si arricchirà di un nuovo corso di laurea triennale, quello in Tecniche della protezione civile e sicurezza del territorio. Nato da un’intuizione della Protezione civile e finanziato, con 750mila euro, dalla Regione, il corso sarà istituito nell’ambito del Dipartimento di Ingegneria civile, edile-architettura e ambientale (Diceaa). La presentazione è avvenuta a Palazzo Silone, alla presenza di Angelo Borrelli, numero uno nazionale del dipartimento di Protezione civile; Silvio Liberatore, capo della Sala operativa della Protezione civile regionale; Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo; Giampiero Sansone, presidente del collegio dei geometri della provincia dell’Aquila; Cinzia Torraco, prefetto dell’Aquila; Edoardo Alesse, rettore dell’Ateneo; Angelo Luongo, direttore del Diceaa.
Il professor Luongo ha illustrato le specificità del corso, che non è il primo nel suo genere in Italia ma è il primo a nascere all’interno di un dipartimento di ingegneria (negli altri atenei in cui esiste afferisce invece ai dipartimenti di scienze naturali). Le materie caratterizzanti saranno, pertanto, quelle tipiche dei corsi di laurea in ingegneria. Ai primi due anni di lezioni frontali seguirà un terzo e ultimo anno in cui gli studenti potranno svolgere tirocini formativi nelle varie strutture operative di Protezione civile. Sarà un corso di laurea sperimentale professionalizzante: vuol dire che i laureati avranno le competenze per entrare nel mercato del lavoro come esperti di attività di pianificazione di Protezione civile e direzione dei soccorsi. Non solo: potranno anche abilitarsi come geometri laureati o ingegneri junior. Il corso sarà a numero chiuso e sarà riservato a 50 studenti: le lezioni inizieranno in autunno mentre il test di ingresso si svolgerà, in modalità on line, a settembre. Il bando per iscriversi verrà pubblicato la prossima settimana. «L’idea di questo corso», ha spiegato Silvio Liberatore, «è quella di creare una figura riconosciuta a livello nazionale alla quale i Comuni potranno affidare l’incarico di elaborare i piani locali di Protezione civile, che spesso, specie nei piccoli centri, sono carenti o del tutto assenti proprio perché mancano persone con le competenze adeguate per redigerli». «L’attività di Protezione civile non si improvvisa», ha osservato Angelo Borrelli. «C’è bisogno di professionisti per tutti i livelli in cui è strutturato il sistema nazionale». «Questo corso», ha dichiarato Alesse, «non è una cattedrale nel deserto, ma va a inserirsi in un tessuto culturale già stratificato. Ricordo che l’Università ha già due master in gestione dell’emergenza, un laboratorio di geologia e sismologia e, unico Ateneo in Italia, anche un’unità di crisi interna».
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