Arrivo braccianti, manca l’ok del Marocco

15 Maggio 2020

In ansia le trenta aziende che hanno pagato per i voli charter che porteranno nel Fucino 228 extracomunitari a lavorare 

AVEZZANO. Corsa contro il tempo per far decollare i due voli charter, carichi di extracomunitari da Casablanca diretti a Pescara, con punto di arrivo i campi fucensi, dove mancano i braccianti.
Istruite le pratiche con i nomi dei 223 lavoratori richiesti dagli imprenditori agricoli, – più 5 per un’azienda di Vicenza – per avere a disposizione manodopera specializzata, Confagricoltura ha girato l’elenco al di là del Mediterraneo per avere, con il sostegno del vice ambasciatore in Marocco, Matteo Romanelli, il pass dalle autorità del paese Nordafricano.
«Siamo nelle mani delle autorità marocchine», afferma Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura, «che prima di dare il via libera alla partenza, vogliono un controllo meticoloso». L’operazione messa in agenda da Confagricoltura, “sposata” da una trentina di imprenditori del Fucino (e uno di Vicenza), ha fissato la partenza dei due voli charter Casablanca-Pescara per martedì e mercoledì prossimi: il decollo però è legato all’autorizzazione delle autorità marocchine, dove fino a fine mese vige il blocco aereo. Per aprire un varco che consenta la partenza dei voli charter, ora sta lavorando l’ambasciata, autorizzata dal ministero degli Esteri.
PIANO B. «Speriamo che il pass arrivi in tempo utile», sottolinea Fabrizi, «poiché, per raggiungere Casablanca, i lavoratori residenti in varie zone del Marocco devono percorrere tanta strada». La partita per i braccianti, quindi, si gioca sul filo di lana dell’autorizzazione. Se il disco verde delle autorità non arriverà in tempo utile, Confagricoltura, d’intesa con la società di noleggio, ha previsto un piano B, ovvero la programmazione di altri decolli, sempre in sequenza, per la settimana successiva e, se occorre, l’altra ancora. Agli imprenditori, quindi, non resta che incrociare le dita per l’arrivo di quei 228 lavoratori extracomunitari, necessari per coprire almeno una parte della forza lavoro mancante: sono 3.500 i braccianti bloccati nei Paesi di origine per l’emergenza coronavirus. Una minima parte, attorno a 150, sono stati sostituiti dagli italiani che si sono iscritti ad Agrijob, portale attivato da Confagricoltura per favorire l’incontro tra domanda e offerta.
PATTO PER IL LAVORO. Per alleviare le carenze di manodopera nel Fucino, Feder.Agri rilancia il tavolo di concertazione attivato dalla Comunità montana Montagna marsicana e sollecita l’avvio del coordinamento locale, che favorisca anche «l'utilizzo dei percettori del reddito di cittadinanza, non solo nei progetti utili di collettività nei Comuni di residenza, ma favorendo tirocini formativi per il concreto inserimento nel mondo del lavoro. Questi percorsi di formazione, in particolare in agricoltura», afferma il commissario, Sergio Venditti, « coinvolgendo le istituzioni scolastiche specializzate, come il Serpieri, risultano essenziali dopo il blocco delle attività dovute alla pandemia. La formazione per un lavoro dignitoso e sicuro, legato alle vocazioni del comprensorio, rappresenta una prospettiva reale per attivare finalmente un patto per il lavoro come vera inclusione sociale dei cittadini, specie i più fragili e vulnerabili: giovani, donne, portatori di handicap e immigrati».
CONTROLLI. Con l’avvio della stagione estiva, nel Fucino sono iniziati pure i controlli dei carabinieri forestali: le verifiche sono legate essenzialmente all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali.
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