Arte sacra all’Aquila Inaugurata mostra all’auditorium Sericchi

Esposte opere di grandi nomi come Patini, Damini e Gatti Fanfani (Fondazione Carispaq): tele di grande suggestione
L’AQUILA. Rimarrà aperta fino al 5 febbraio del prossimo anno la mostra “Memoria e appartenenza - arte sacra all’Aquila tra il XV e il XIX secolo” nella collezione Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila-Bper Banca. La mostra, promossa dalla Fondazione Carispaq, è stata inaugurata mercoledì scorso all’auditorium Sericchi.Per la prima volta una selezione di opere della collezione ex Carispaq viene esposta al pubblico. Si tratta di quattordici opere che compongono un percorso lungo quattro secoli in cui ci ripercorre la storia dell’Aquila e del suo territorio. La mostra è curata dalla storica dell’arte Angela Ciano con l’intento di condividere una memoria storica ed artistica privata riuscendo a restituire il senso di appartenenza ed identità al proprio luogo. L’esposizione sarà aperta nei giorni feriali dalle 15 alle 18, mentre nei festivi l’esposizione osserverà l’orario: 10.30- 12.30 e 15.30-18. «Questa mostra è la presentazione di un patrimonio privato a una comunità che si riappropria di una parte delle sua identità», ha spiegato il presidente della Fondazione Carispaq, Marco Fanfani, «la collezione della ex Cassa di Risparmio della provincia rappresenta l’aspirazione di un istituto bancario radicato sul territorio a lasciare testimonianza e memoria della sua appartenenza. Chiunque avrà la possibilità di visitare la mostra potrà rendersi conto di persona della bellezza e della suggestione delle opere esposte». Tra gli artisti presenti in mostra ci sono nomi di primo piano: Saturnino Gatti, Giovanni da Lucoli, Maestro dei Polittici Crivelleschi, Cola dell’Amatrice, Luca Giordano, Mattia Preti, Francesco Solimena, Francesco De Mura, Vincenzo Damini e Teofilo Patini. Tra l’altro, la mostra espone un bozzetto proprio di Patini e riguardante la pala d’altare che si trovava nella cattedrale dell’Aquila, San Carlo Borromeo che visita gli appestati, distrutta dal terremoto e che è uno dei tesori che quell’evento ha cancellato per sempre.
Il catalogo prevede testi di Angela Ciano, Michele Maccherini, Maddalena Piccari, fotografie di Luciano D’Angelo e progetto grafico di Andrea Padovani.(r.p.)
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