Artigianato, allarme della Cna

24 Febbraio 2018

Sono 2.640 le ditte scomparse in pochi anni. Chiesti aiuti alla Regione

L’AQUILA. Sono 2.640 le imprese artigiane polverizzate in pochi anni. Tante le realtà che hanno chiuso i battenti, tra L’Aquila e Teramo, dal 2009 a oggi. Ben il 7,3% delle 2.640 aziende attive sul territorio. Un quadro preoccupante, quello fornito dal direttore della Cna di Teramo Gloriano Lanciotti, nel corso dell’incontro con i candidati alle prossime elezioni politiche, che si è svolto nella sede della Confederazione artigianato. Al dibattito, moderato dalla giornalista Monica Pelliccione, hanno preso parte il presidente Cna di Teramo Bernardo Sofia, il presidente Cna dell’Aquila Gianfranco Torrelli e il direttore Agostino Del Re, oltre ai candidati del collegio elettorale. Un’occasione per presentare la piattaforma rivendicativa elaborata dalla Cna, che riguarda i due territori e che sarà trasmessa alla Regione.
«A breve partirà il processo di fusione delle Camere di commercio aquilana e teramana, per la formazione della Camera del Gran Sasso d’Italia», ha sottolineato Lanciotti. «L’obiettivo è quello di trovare insieme le soluzioni per far ripartire questo territorio, anche con le giuste misure economiche. La perdita, in pochi anni, di 2.640 imprese, a cui si aggiungono i disastrosi effetti del sisma del 2009 e di quello del 2016, richiede misure economiche dirette e puntuali, che non possono essere prorogate».
Una linea condivisa da Sofia, che ha sottolineato «l’importanza delle Pmi che rappresentano, su scala nazionale e locale, il 99,4% dell’imprenditoria. Alla Regione, ai parlamentari che verranno eletti, chiediamo un impegno concreto sul piano dell’accesso al credito, della riduzione della pressione fiscale, dello snellimento delle procedure burocratiche e dell’accesso delle piccole e medie imprese al mercato degli appalti pubblici». La Cna, nella piattaforma rivendicativa, chiede alla Regione di destinare 1,5 milioni di euro al rifinanziamento del fondo di garanzia gestito da Artigiancassa, 1 milione di euro per rifinanziare il progetto di “trasmissione di imprese”, che consente di trasferire un’azienda di un imprenditore che cessa l’attività a giovani che intendono rilevarla, 300mila euro alla formazione, altrettanti all’apprendistato professionalizzante nell’artigianato, 1 milione di euro al progetto bottega- scuola, 800mila euro ai Centri di assistenza tecnica previsti dalla legge regionale 23 del 2009, 1 milione di euro all’artigianato digitale, 300mila euro alla valorizzazione dell’artigianato artistico.
«L’insieme di tutte queste azioni», hanno rilevato Lanciotti e Del Re, «assorbe poco più di 7 milioni di euro, ma impatta su oltre 3mila imprese artigiane, con la possibilità di creare tra i 500 e i 700 nuovi posti di lavoro. Negli ultimi quattro anni la Regione non ha investito un solo euro nel settore dell’artigianato».
Ora, per l’appunto, si confida in un’inversione di marcia per cambiare questo inaccettabile stato di cose.
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