Asl sotto attacco hacker, sistemi in tilt

4 Maggio 2023

Blocco informatico per prenotazioni, esami e Pronto soccorso. L’azienda: «Esperti esterni al lavoro, dati sensibili al sicuro» 

L’AQUILA. Un sistema sanitario provinciale totalmente nel caos, tornato improvvisamente all’epoca del cartaceo per il blocco di tutto il suo apparato l’informatico. Dall’ospedale dell’Aquila a quelli di Avezzano, Sulmona, Castel di Sangro, Pescina e Tagliacozzo, passando per i distretti sanitari e gli ambulatori: i disagi sono enormi e diffusi, tra code, rinvii e disservizi, che colpiscono soprattutto prenotazioni al Cup, esami, visite e gestione del Pronto soccorso, ma anche gli interventi chirurgici programmati. La confusione va avanti da 24 ore: ieri sera la situazione era tutt’altro che risolta.
Questa mattina si terrà un altro vertice della Asl, che sarà una sorta di consiglio di guerra, perché dalle 4 della notte di ieri l’azienda sanitaria combatte una silenziosa battaglia informatica con l’aiuto di esperti esterni della cybersicurezza. La Asl si sta infatti difendendo da un gruppo di hacker che l’ha messa sotto assedio. Tesoro da difendere è innanzitutto il suo archivio digitale, che al momento sarebbe al sicuro ma che, se violato e clonato dai cybercriminali, potrebbe portare a una minaccia di diffusione dei dati sensibili degli utenti. Ma si cerca ovviamente anche di riattivare i sistemi informatici interni dell’azienda sanitaria totalmente bloccati. Il rischio è che arrivi una richiesta di riscatto per sbloccare la situazione.
LA BATTAGLIA INFORMATICA
«Sono in corso tutte le attività di verifica tecnica per ripristinare nel minor tempo possibile la piena operatività dei sistemi informatici in totale sicurezza», ha scritto la direzione della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila in una nota diffusa nel pomeriggio, ammettendo un «blocco del sistema informatico che si è registrato a seguito di un attacco hacker». E ancora: «I nostri tecnici e gli esperti di una task force di cybersecurity si sono messi immediatamente al lavoro e stanno portando avanti un’analisi tecnica sui server aziendali, definendo l’area da cui sono partiti i “malware” (sorta di virus informatici, ndr) che hanno colpito i server. Si spera di poter risolvere il problema al più presto ma possiamo rassicurare che nessun dato sanitario o sensibile è stato trafugato o perduto. L’archivio informatico è integro».
La rassicurazione è importante, anche perché nelle prime ore dopo l’inizio della battaglia informatica si parlava di dati criptati dagli hacker. Un altro punto fermo lo ha aggiunto il direttore amministrativo della Asl Stefano Di Rocco, al di fuori della nota dell’azienda: «Al momento non abbiamo ricevuto alcuna richiesta di riscatto».
IL PERICOLO E GLI ALTRI CASI
Al di là degli enormi disagi, è proprio questo il pericolo, che i cybercriminali ricattino la Asl per non diffondere pubblicamente i dati sensibili o per sbloccare il sistema. Del resto è quanto sta accadendo in altre azioni informatiche che stanno colpendo grandi enti italiani in questi giorni. È il caso dell’attacco “ransomware” – come viene definito dal punto di vista tecnico – della gang “Lockbit” ai danni del gruppo sanitario Multimedica, a cui fanno capo l’ospedale San Giuseppe di Milano e l’Irccs Multimedica di Sesto San Giovanni. Ma anche di quello che gli hacker di “MedusaLocker” stanno compiendo contro la società acquedottistica campana Alto Calore. In entrambi i casi, dopo giorni di battaglia, i due gruppi di cybercriminali hanno rivendicato gli attacchi, diffuso pubblicamente una parte di dati sensibili degli utenti e chiesto un riscatto oneroso. Azioni criminali di questo tipo vanno avanti da tempo in tutto il mondo, ora tocca alla Asl aquilana difendersi.
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