Asl, tornano in sella 5 dirigenti: bloccata la revoca degli incarichi

Prima scelta ufficiale del direttore generale Romano: sospeso l’atto firmato dal suo predecessore Riportati nei rispettivi ruoli (fino a dicembre) i capi dipartimento precedentemente decaduti
L’AQUILA. Tornano in carica i capi dipartimento dell’Asl messi in panchina. È l’effetto della delibera firmata dal nuovo manager Ferdinando Romano che cancella l’atto del suo predecessore con cui cinque dirigenti, a partire dal 1° luglio, sono stati dichiarati decaduti dai rispettivi ruoli. Si tratta del primo provvedimento di peso adottato dal direttore generale che dal 21 giugno ha preso il posto di Roberto Testa, rimosso dalla giunta regionale con due anni di anticipo rispetto alla scadenza del suo mandato. Si tratta di un atto significativo anche perché traccia con inequivocabile chiarezza la linea di discontinuità tra le due gestioni recenti.
I DESTINATARI. Alla guida dei loro dipartimenti rientrano dunque, con effetto immediato Sabrina Cicogna (Medicina), Massimo Di Pietro (Tecnologie pesanti), Giuseppe Calvisi (Servizi Biomedici), Sandra Di Fabio (Materno-infantile) e Fabrizio Andreassi (Tecnico). Per i cinque la delibera, che porta la data di lunedì, fissa la sospensione dell’atto con cui erano stati rimossi e il prolungamento degli incarichi fino al 31 dicembre «fatti salvi ulteriori provvedimenti». Romano ricostituisce così in pieno l’organico dei dirigenti dipartimentali che comprende anche Pierluigi Di Stefano (Chirurgia), Alessandro Rossi (Salute Mentale), Vincenzo Pace (Dea) e Domenico Pompei (Prevenzione) i quali, però, non erano stati interessati dal provvedimento firmato da Testa il 1° giugno con efficacia a partire dal mese successivo.
LA MOTIVAZIONE. Il ripristino dei cinque dirigenti nelle funzioni ricoperte fino a qualche giorno fa è spiegato da Romano in un passaggio della sua delibera. La decisione è stata dettata dall’esigenza di «dare continuità agli incarichi di direzione dei dipartimenti nelle more dell’approvazione della nuova rete ospedaliera regionale e del nuovo regolamento per il funzionamento dei dipartimenti dell’Asl». Si tratta, insomma, di una necessità gestionale per garantire la regolarità dei servizi e delle attività aziendali, ma che evidenzia comunque una palese divergenza con le argomentazioni a sostegno dell’atto sottoscritto da Testa e neutralizzato due giorni fa.
CAMBIO DI ROTTA. Secondo quanto riportato in quella delibera, infatti, per i cinque direttori era scattata la decadenza dagli incarichi come «atto dovuto, privo di discrezionalità» perché riferito alle indicazioni riportate nell’atto aziendale. Il mancato rinnovo sarebbe dipeso al raggiungimento del limite massimo di durata del mandato dirigenziale. Questi ruoli, secondo quanto specificato dall’ex manager, hanno durata triennale e possono essere prorogati una sola volta. I direttori in questione, insomma, avrebbero raggiunto la scadenza dei sei anni, oltre la quale devono farsi da parte. A detta di Testa non si poteva neppure definire «revoca», ma appunto semplice «decadenza»: un fatto automatico quindi. Questa spiegazione, però, viene di fatto smentita dal provvedimento emesso lunedì da Romano. Il nuovo manager, infatti, prolunga di sei mesi gli incarichi che erano stati definiti improrogabili. La sua designazione alla guida dell’Asl ha così rimesso in gioco i direttori che di conseguenza rientrano nei rispettivi uffici con «immediata esecutività», afferma l’atto firmato da Romano, «in ragione dell’effettiva urgenza». Come dire che la revoca, se confermata, avrebbe creato seri disagi. (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

