Asm, lenta uscita dall’emergenza: arrivano i nuovi mezzi a noleggio

27 Ottobre 2023

La municipalizzata riceve i furgoni per la raccolta al posto dei 26 persi nel rogo. E riaprono gli uffici Attesi oggi i risultati Arta sulla diossina nell’area di Bazzano. Continua la caccia agli attentatori

L’AQUILA. L’Asm reagisce. Ferita e sconvolta dal rogo doloso divampato nella sua sede di Bazzano, la municipalizzata aquilana dei rifiuti imbocca il percorso che conduce alla fine dell’emergenza. Mentre sta ancora contando i danni, sempre più vicini alla soglia dei 10 milioni di euro.
Già a partire da oggi l’azienda accoglierà i primi furgoni noleggiati per la raccolta urbana dei rifiuti. L’obiettivo è compensare in pochi giorni quei 26 mezzi andati persi nel rogo, cioè un terzo dell’intera flotta aziendale. Finora si è andati avanti con un doppio turno: i mezzi, oltre al giro mattutino di raccolta della spazzatura, ne compivano un altro pomeridiano. Con grande sforzo anche da parte del personale. «Nonostante le difficoltà, l’Asm è riuscita a garantire il servizio di raccolta differenziata su tutto il territorio della città dell’Aquila e dei comuni soci», scrive la municipalizzata guidata dall’amministratore unico Lanfranco Massimi. «Un ringraziamento a tutti i dipendenti, che hanno dimostrato senso di appartenenza e responsabilità. Nelle prossime settimane, grazie alla programmazione, l’azienda sarà in grado di essere più competitiva e motivata di prima».
RIAPRONO GLI UFFICI
«La sede di Bazzano momentaneamente inattiva è operativa presso l’edificio adiacente», continua la nota. «Tutti gli utenti che hanno necessità (cambio contenitori, ritiro kit e sacchetti) potranno recarsi regolarmente nella sede provvisoria. Il numero telefonico 0862.4459299 sarà operativo a breve». L’Asm è stata infatti costretta anche a traslocare i suoi uffici amministrativi, che si trovavano proprio di fianco al capannone andato a fuoco, a causa della richiesta di accertamenti per verificarne la tenuta statica e del sequestro dell’area. Gli uffici si sono quindi spostati nell’ex fabbrica informatica accanto che dopo il terremoto del 2009 ospitò il Dipartimento di Scienze umane dell’Università: è una soluzione temporanea, ma fino a data da destinarsi.
L’ALLARME AMBIENTALE
Poi c’è il fronte ambientale. Se i livelli di benzene nell’aria sono tornati alla normalità dopo il picco di martedì, si attendono ancora i risultati dell’Arta su polveri e particolato. Ci vogliono 48 ore: i risultati sono previsti per questa mattina. L’attesa è soprattutto per i dati sulla diossina, sostanza più pericolosa del benzene, che potrebbe essersi sprigionata dai rifiuti plastici. I risultati dell’Arta – attesi comunque con ottimismo – diranno se è necessario prorogare le precauzioni o se l’emergenza può essere dichiarata conclusa.
LE INDAGINI
Nel frattempo spuntano nuovi dettagli sull’attentato criminale. I malviventi hanno agito da “professionisti” creando un buco nella rete posteriore della sede Asm, poi avendo campo libero – viste le telecamere fuori uso – per appiccare il fuoco nel capannone. Il tutto sincronizzando gli orari alla perfezione con i controlli della vigilanza. Più che la rimessa dei mezzi, nel mirino sembra però che ci fosse il macchinario per il trattamento dei rifiuti differenziati dal valore di 2,5 milioni di euro e andato distrutto: proprio questo era al centro del progetto dell’Asm di raddoppio della capacità di trattamento rifiuti e di espansione sul territorio. A indagare è la Squadra mobile, coordinata dal pm Marco Maria Cellini, con il supporto della Scientifica e del Nucleo investigativo dei vigili del fuoco, che sta analizzando gli inneschi.
IL TEMA IN CONSIGLIO
«La vicenda assume profili sempre più inquietanti, pone interrogativi pesanti sui livelli di sicurezza garantiti agli edifici e ai mezzi Asm e sul fatto che questo territorio appare oggetto di interessi criminali», scrive il gruppo consiliare di opposizione L’Aquila coraggiosa. «Riteniamo doveroso, necessario e urgente che il sindaco e gli assessorati riferiscano in consiglio comunale».
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