Aspiranti camici bianchi in lizza per 113 posti

6 Settembre 2017

Erano più di 650 gli studenti alle prese con il test di ingresso a Medicina Commenti divergenti: «Era più facile dell’anno scorso». «Prova più complicata»

L’AQUILA. In più di 650 per 113 posti. È il sogno di entrare a Medicina, diventare un camice bianco, sogno che si avvererà solo per un ragazzo su 6. Sono i numeri del test di ingresso alla facoltà di medicina che si è svolto ieri mattina all'Aquila. Va peggio a Ingegneria dove il numero di iscritti non copre invece il numero di posti a disposizione. «Questo è un dato che non so spiegarmi», ammette la rettrice dell'Università dell'Aquila, Paola Inverardi, «saranno le mode, non lo so, anche perché non è che Medicina sia una facoltà facile, è un corso di studi con un percorso lungo. Ancor più incomprensibile se si considera che a livello europeo mancano i tecnici, e anche i matematici». Ma delle statistiche i ragazzi che hanno appena fatto il test non sembrano preoccuparsi troppo. È vero, solo uno su sei entrerà, ma molti di loro hanno comunque elaborato un “piano B”. È il caso di Vittorio Fiaschetti, che arriva da Roma ed è al secondo tentativo di entrare a Medicina. Nel frattempo, però, si è iscritto a Biologia e ha fatto gli esami che possono essere riconosciuti. Racconta che «come difficoltà il test 2017 è più o meno sulla falsariga dell'anno scorso, e con lo studio costante sugli argomenti topici diventa fattibile». Raffaela Ciuffreda, aquilana, anche lei al secondo tentativo e anche lei iscritta a Biologia, ammette che «le domande su chimica e biologia quest'anno per me erano molto più semplici rispetto all'anno scorso». Stessa opinione per Martina D'Orazio, di Teramo, all'Aquila da un anno, «e mi trovo benissimo». Giacomo Di Ponio arriva da Cassino, «dritto dall'Abbazia di Montecassino», ci tiene a precisare, «ho trovato il test leggermente più difficile dell'anno scorso. Purtroppo il numero di posti resta sempre basso, ma io sono ottimista».
«Riguardo alle polemiche sul numero chiuso, personalmente io separerei Medicina da Odontoiatria. E comunque non credo che il test sia il modo migliore per selezionare».
Silvia Cirella, anche lei aquilana, è invece al primo tentativo. «L'ho trovato abbastanza semplice tranne la parte che riguarda la logica. Io vengo dal liceo scientifico, e fra un paio di giorni proverò anche il test di biotecnologie».
«Se ho un piano B?», sorride, «beh, speriamo non serva, ma nel caso posso anche fare esami di medicina senza essere iscritta. Il credito vale per sei anni, in attesa di superare i test». Manuel Marchetti, dall'Aquila «da Sant'Elia», precisano gli amici in coro, è uno di quelli che sta facendo esami pur non essendo iscritto in attesa di superare il test di ingresso.
«È la seconda volta che ci provo, e comunque sono soddisfatto... Sto frequentando i corsi singoli, L'Aquila è una delle tre università italiane che permettono di frequentare senza essere iscritti. Una volta superato il test di ingresso, l'esame viene riconosciuto. Spero che questa sia l'ultima volta che affronto il test, anche perché anche se il credito vale 6 anni, il problema mi si proporrebbe con i tirocini in cui rischierei di trovarmi bloccato».
Paul Aka Iheukwumere, a dispetto del nome straniero, viene anche lui dall'Aquila, e anche lui mostra ottimismo. «Lo scorso anno ho superato il test di Biotecnologie. Ho studiato un anno intero facendo anche esami utili per Medicina».
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