Assalti ai bancomat, arrestato un vigilante

2 Agosto 2019

Avrebbe fornito al complice, anche lui in cella, i codici per aprire gli sportelli  Bottino di quasi 130mila euro, le indagini dei carabinieri nel Pescarese

L’AQUILA. C’e anche una guardia giurata implicata nell’inchiesta conclusa con due arresti, sui colpi ai danni della cassaforte del Centro operativo postale a Centi Colella e della colonnina self service del distributore Eni sulla statale 17 a Sassa. In cella il pescarese Maurizio Spadano, di 57 anni, guardia giurata, arrestato insieme al complice Elio Imperatore, (58), anch’egli di Pescara. Nella vicenda sono implicati altri due pescaresi con una posizione molto marginale che potrebbe essere archiviata. Gli arresti sono stati firmati dal gip Giuseppe Romano Gargarella, su richiesta del pm Roberta D’Avolio, nell’ambito di indagini svolte dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile diretto dal capitano Maximiliano Papale. Oltre al furto sono state contestate le aggravanti del danno patrimoniale di rilevante gravità, visto che il colpo alle Poste ha fruttato quasi 100mila euro e quello al benzinaio 27mila; contestato anche l’uso del mezzo fraudolento.
L’indagine trae origine dagli accertamenti dopo il furto commesso il 14 agosto 2018 alle Poste, dove i militari trovarono la porta di accesso dello sportello automatico aperta con una chiave inserita, constatando che gli autori del furto, per agire indisturbati, sulla parte posteriore dello sportello bancomat avevano posto sul monitor un cartello con la scritta “fuori servizio”.
Le singolari modalità del furto, avuto riguardo all’assenza di segni di effrazione e alla presenza di chiavi inserite, hanno indotto a ritenere che vi potesse essere il coinvolgimento di qualcuno a conoscenza dei codici e delle modalità di apertura dello sportello, quest’ultime del tutto particolari trattandosi di cassetti con dispositivo antifurto di macchiatura delle banconote, che si attiva automaticamente, qualora non vengano seguite con precisione le procedure previste, danneggiando irrimediabilmente il contante.
La successiva acquisizione delle immagini dalle telecamere di videosorveglianza e il monitoraggio delle utenze telefoniche attive nella zona, hanno permesso ai militari di identificare i numeri d’interesse e di mettersi sulle tracce dei pescaresi. Il vigilante avrebbe fornito le combinazioni delle casseforti, il necessario per la duplicazione delle chiavi di apertura e le modalità per ovviare ai sistemi di allarme posti a protezione delle strutture nel mirino. Nel suo telefono cellulare sono state rinvenute le foto delle chiavi sia dell’Atm di Centi Colella sia della colonnina self-service di Sassa, che, unitamente ai codici di apertura e di disinserimento allarmi, avrebbe fatto giungere a Imperatore, ai fini della duplicazione delle chiavi e dell’esecuzione materiale dei furti.
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