Assalto ai tamponi di massa e i disabili perdono la priorità

Caos e attese nelle postazioni dedicate, doveva essere il giorno riservato solo a categorie fragili Operatori poco informati sugli accordi tra Comune e associazioni sulle modalità d’esecuzione
L’AQUILA. Doveva essere la giornata riservata alle categorie fragili: disabili, gestanti, ultraottantenni, persone con patologie gravi. Ma qualcosa è andato storto.
Nelle postazioni dedicate allo screening di massa si sono presentati anche tanti cittadini che non appartenevano a queste categorie – alcuni per scarsa informazione, altri si sono accodati – e sono stati comunque autorizzati ad effettuare il test. Questo ha provocato file e rallentamenti e ha penalizzato, con attese anche di ore, proprie le categorie protette.
Ieri, fino alle 18, sono stati somministrati 1139 tamponi e sono emerse tre positività, più un caso dubbio. Da questa mattina alle 8 potranno partecipare tutti i cittadini residenti o domiciliati nel comune dell'Aquila di età superiore ai 6 anni, incluso chi soggiorna stabilmente per motivi di lavoro o studio. I centri prelievo aperti e i relativi orari nella tabella a fianco.
DISABILI. Nonostante le varie associazioni presenti in città avessero preso accordi con i vertici del Comune sulle modalità per l’esecuzione dei test con priorità, in moltissimi si sono ritrovati a fare la fila insieme a tutta la popolazione. Lo scorso 2 dicembre si è svolto un tavolo tecnico per mettere a punto le modalità operative prescelte da ciascuna associazione per la fruizione del servizio di screening. In particolare, era stato stabilito che l’Unione italiana ciechi, l’Aism e la Special Olympics potessero usufruire, con ingressi scaglionati, del drive-in in via Ugo La Malfa, nella zona della motorizzazione, al nucleo industriale di Pile. In località Acquasanta, nella zona antistante lo stadio Gran Sasso, invece, sarebbero stati accolti gli utenti delle associazioni 180 amici L’Aquila e Comunità 24 luglio. Il centro Allenamente, invece, avrebbe potuto usufruire dei test nei locali dell’ex tribunale di Bazzano e a Monticchio, nell’aria antistante all’ex cinema Movieplex sarebbe stata accolta l’associazione Abitare insieme. Chi voleva sottoporsi al test aveva anche stampato un modulo per il consenso informato, disponibile sul sito del Comune. La programmazione doveva servire appunto a distribuire le persone con disabilità sulle varie postazioni di screening in modo da garantire loro una precedenza nelle operazioni. Purtroppo, tuttavia, la gran parte delle associazioni ha riscontrato non pochi problemi nelle operazioni. «Persone con disabilità grave hanno dovuto fare anche due o tre ore di fila prima di poter eseguire il tampone», spiega Massimo Prosperococco, presidente del Coordinamento delle associazioni dei disabili, «il personale addetto ai test, infatti, nella gran parte dei casi non era a conoscenza degli accordi presi con il Comune. L’unica postazione in cui tutto è andato liscio è stata quella di Pettino, ma anche lì sono state fatte file di un’ora e mezza. Il 3 dicembre, Giornata internazionale per i diritti delle persone disabili, purtroppo si è rivelata una giornata all’Aquila umiliante per tutte le persone disabili che si sono recate con spirito civico a fare il tampone. Non doveva accadere. Non può più accadere».
FRAZIONI. «Soprattutto nelle frazioni», ha spiegato il sindaco Pierluigi Biondi, «c’è stato un grande afflusso di cittadini che ha parzialmente rallentato gli spostamenti delle cliniche mobili. E le squadre di addetti comunali sono state impegnate per allestire ulteriori linee allo scopo di rendere più rapide le operazioni dei tamponi. I residenti nei paesi possono comunque stare tranquilli, in quanto fisseremo altre giornate riservate alle frazioni». Oggi le cliniche mobili saranno a Casaline di Preturo, Santi, San Marco e San Vittorino.
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