Assegni di cura in ritardo chiesto l’anticipo dei soldi

L’AQUILA. In città esiste anche un problema per gli assegni di cura legati alla non autosufficienza. Se ne fa portavoce Paolo Romano, capogruppo di Italia Viva in consiglio comunale.«Anche quest’anno»...
L’AQUILA. In città esiste anche un problema per gli assegni di cura legati alla non autosufficienza. Se ne fa portavoce Paolo Romano, capogruppo di Italia Viva in consiglio comunale.
«Anche quest’anno», scrive, «torno a chiedere all’assessore Bignotti uno sforzo per la liquidazione degli assegni di cura legati al piano della non autosufficienza; si tratta di una delle situazioni più delicate legate alle politiche sociali. Il carico di lavoro degli assistenti familiari e l’importanza del loro sostegno alle persone non autosufficienti sono aumentati a dismisura in epoca Covid. Quello che purtroppo non è aumentato è lo sforzo dell’amministrazione comunale nell’erogazione degli aiuti previsti. Al disagio e alle crescenti necessità di questo contesto di vita vanno date risposte serie, concrete e veloci. Già l’anno scorso», ricortda Romano, «mi sono ritrovato più volte, in consiglio comunale, a discutere di ritardi sulla liquidazione degli assegni di cura e tutte queste pressioni hanno portato a una delibera di anticipazione del 30% nel mese di agosto che, per lungaggini burocratiche interne, ha visto la liquidazione delle somme solo a ottobre, quasi a fine anno. Non è più tollerabile una situazione del genere».
Il consigliere si chiede come mai «anche quest’anno si sta replicando una situazione inaccettabile invece di prendere in considerazione la possibilità di un’anticipazione rapida, rapidissima, delle risorse nell’attesa dei trasferimenti nazionali e regionali; basterebbe erogare un anticipo di cassa almeno del 50% degli assegni di cura, per poi fare opportunamente il saldo delle risorse a trasferimento regionale avvenuto; il Comune ha ruolo, responsabilità e dovere di provvedere a fornire risposte ai bisogni espressi da queste famiglie ricorrendo a una formula lecita e largamente usata nella pubblica amministrazione, cioè quella dell’anticipazione nelle more dell’adozione delle previsioni di competenza da parte della Regione, nonché del trasferimento delle relative risorse».

