Assenteismo, s’indaga su un secondo agente

Il gip del tribunale: il collega del comandante dei vigili urbani ha concorso nella commissione di reati
CARSOLI. Rischia di aggravarsi, stando alle accuse mosse dal gip del tribunale di Avezzano, la posizione di un secondo agente della polizia locale di Carsoli coinvolto nell’inchiesta che ha portato alla sospensione (per otto mesi, come da misura cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari) del comandante Stefano Zazza. L’indagato B.A., secondo l’accusa, in concorso con il capo dei vigili, «falsamente attestava la sua presenza in ufficio attraverso l’irregolare utilizzo dei sistemi di rilevazione delle presenze». Il gip Maria Proia parla di «artifici e raggiri consistiti nel marcare in molteplici occasioni il badge magnetico in dotazione per attestare la loro presenza in servizio salvo poi abbandonare il luogo di lavoro senza documentare correttamente il proprio allontanamento così da occultare le uscite effettuate per esigenze personali o le assenze ingiustificate dal lavoro». Per l’accusa, ci sono filmati delle telecamere, piazzate dai carabinieri nel palazzo municipale di Carsoli, a testimoniare quanto avveniva. Tra gli episodi evidenziati nell’ordinanza ce n’è uno in particolare, datato 16 settembre 2020. Il gip sottolinea che Zazza «ha timbrato l’inizio del servizio alle ore 8.25; dalle ore 8.47 alle 9.14 è uscito insieme al collega B.A. e con la Fiat Panda della polizia locale si sono recati al Kiwi Bar di Oricola, località Pezzaglie, ricadente fuori dalla giurisdizione di loro competenza. Prima di rientrare in ufficio, una volta giunti a Carsoli, hanno percorso senza effettuare alcuna sosta e senza compiere alcuna attività d’ufficio via Roma, via Mameli e via dei Marsi dove, arrivati alla fine del centro abitato, hanno effettuato inversione di marcia per rientrare». Nell’auto i carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, che hanno portato avanti l’indagine (scattata alla fine dell’estate 2020), avevano piazzato un sistema per il rilevamento satellitare.
L’amministrazione comunale dovrà valutare se adottare provvedimenti nei confronti di entrambi gli indagati.
L’inchiesta ha preso le mosse da una denuncia presentata dalla sindaca Velia Nazzarro il 24 dicembre 2019, dopo aver riscontrato «gravi mancanze» nel comportamento del comandante della polizia locale. Zazza, assistito dall’avvocato Omar Sanelli del Foro di Chieti, è stato sottoposto a interrogatorio di garanzia lo scorso 25 gennaio.
I reati contestati vanno dalla truffa ai danni di un Ente pubblico al peculato, fino alla falsità ideologica e alla fraudolenta utilizzazione dei sistemi di rilevamento elettronico per l’attestazione della presenza in servizio.
In alcuni di questi reati, per l’accusa, ha concorso anche il collega B.A.. (r.rs.)
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