Assenze ingiustificate, medico nei guai

Il pm contabile imputa al dottor Fanini un danno erariale alla Asl di 76mila euro. Ma la difesa rigetta ogni contestazione
L’AQUILA. La Procura regionale della Corte dei conti ha citato per danno erariale il medico dell’Asl Rodolfo Fanini sospettato di assenteismo. Per il viceprocuratore generale Roberto Leoni il professionista deve rifondere all’Asl 76mila euro.
Secondo le accuse, nel periodo compreso tra il mese di agosto 2011 e il febbraio 2012, Fanini si sarebbe assentato ripetutamente dal reparto di radioterapia, in maniera ingiustificata, facendo figurare la sua presenza in ufficio, svolgendo la propria attività nella sede della Lega italiana per la lotta contro i tumori. Il medico, tramite il suo avvocato, ha fatto le sue controdeduzioni e ha argomentato circa l’insussistenza degli addebiti, riferendo d’una carente organizzazione del reparto di appartenenza; ha poi ammesso di aver collaborato con la Lega Italiana per la lotta contro i tumori (ma a titolo gratuito) e da epoca ben precedente a quella sulla quale si sono indirizzate le indagini, le risultanze delle quali potrebbero essere messe in discussione da acquisizioni testimoniali non chiare e non inequivocabili. Fanini, inoltre, ha eccepito la prescrizione del diritto al risarcimento risalendo i fatti al 2012 ed essendogli stato notificato l’invito a depositare deduzioni solamente nel novembre 2017; ha affermato di «ritenere l’inesistenza di ogni e qualsivoglia responsabilità contabile a suo carico».
L’eccezione, sostanzialmente fondata sulla collocazione temporale dei fatti ritenuti produttivi di danno erariale sin dal 2012, costituisce per il pm, ovviamente, oggetto di valutazione esclusiva del giudice, «così da far ritenere non di competenza della Procura attrice discettare in merito».
Quanto al merito, inoltre, l’accusa sostiene che la presenza del medico nel reparto sarebbe stata saltuaria. In precedenza, ma si tratta di parecchi anni fa, il primario del reparto di radioterapia aveva contestato, secondo gli atti d’accusa, «una evidente carenza prestazionale».
Secondo la Procura contabile il danno patrimoniale patito dall’Asl sfiora i 20mila euro e il danno di immagine causato al prestigio dell’Azienda sanitaria è sempre di 20mila euro. Ma, nel complesso, il pregiudizio patrimoniale ammonta a 76mila euro. Va ricordato che Fanini, ora in pensione, aveva un rapporto di esclusiva con l’Azienda sanitaria e non risulta autorizzata alcuna collaborazione con la Lilt anche se si è trattato di attività svolte gratuitamente. Infatti la gratuità dell’incarico, secondo l’accusa, non cambia le carte in tavola.
Nei suoi riguardi non è mai stato adottato alcun provvedimento disciplinare in quanto la sua attività di servizio è cessata dal primo luglio di due anni fa.
Deve essere ancora fissata la data dell’udienza di merito nella quale la difesa di Fanini sarà affidata all’avvocato Isidoro Isidori, il quale chiederà l’insussistenza degli addebiti mossi al suo assistito.[
Su questa vicenda è stata avviata anche un’indagine della Procura della Repubblica sulla base di attività istruttorie della squadra Mobile dell’Aquila. Il procedimento penale ancora non è stato definito. In quel procedimento l’Azienda sanitaria si è costituita come parte civile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

