Assistenza domiciliare Corsi per cento badanti

17 Giugno 2018

L’AQUILA. Il Comune ha avviato a formazione oltre 100 persone per l’assistenza domiciliare. Si è concluso il progetto europeo Ecah (Elder care at home), del quale il Comune è stato partner insieme al...

L’AQUILA. Il Comune ha avviato a formazione oltre 100 persone per l’assistenza domiciliare. Si è concluso il progetto europeo Ecah (Elder care at home), del quale il Comune è stato partner insieme al governatorato di Bursa (Turchia), capofila del progetto, al Collegio Baltico di Szcencinska (Polonia), al direttorato delle Politiche sociali e della famiglia di Bursa e alla società “Il mio Futuro” di Teramo, e al quale ha prestato il proprio sostegno il dipartimento di Scienze umane dell’Università dell’Aquila.
Il progetto aveva quale obiettivo principale il miglioramento dell’assistenza domiciliare nei confronti degli anziani ultra 65enni, in particolare disabili. Tra le azioni previste, la formazione a beneficio di familiari e badanti a cura di persone specializzate nelle materie indicate nel manuale “Guida formativa per l’assistenza domiciliare”, la cui redazione è stata curata dal personale dell’ufficio Europa del Comune, che dal 2015 ha gestito direttamente tutte le iniziative che il progetto ha affidato all’ente del capoluogo.
Due psicologi, due assistenti sociali, un infermiere e un fisioterapista – selezionati a seguito di un avviso pubblico emesso dall’amministrazione comunale – hanno tenuto corsi di formazione a 108 tra familiari e badanti (cosiddetti caregiver) degli anziani che necessitano di assistenza nella propria abitazione. Al termine del corso, gli attestati sono stati rilasciati ai partecipanti dal sindaco Pierluigi Biondi e dagli assessore alle Politiche europee e alle Politiche sociali, rispettivamente Carla Mannetti e Francesco Cristiano Bignotti.
«Più di cento persone adesso potranno fornire le loro prestazioni agli anziani in difficoltà con professionalità e consapevolezza, e non più solo con la buona volontà», hanno commentato gli assessori. «L’esigenza di svolgere l’assistenza domiciliare nei confronti degli anziani, in particolare disabili, in modo più accurato e con un bagaglio di conoscenze maggiori era particolarmente avvertita».