Associazione di pugliesi in Abruzzo
L’AQUILA. Si è costituita all’Aquila l’associazione Amici della Puglia in Abruzzo, nata con l’intento di consolidare i rapporti sociali e culturali fra tutti i pugliesi presenti in Abruzzo, per...
L’AQUILA. Si è costituita all’Aquila l’associazione Amici della Puglia in Abruzzo, nata con l’intento di consolidare i rapporti sociali e culturali fra tutti i pugliesi presenti in Abruzzo, per mantenere vivi i contatti con la terra natia, le famiglie e le comunità originarie pugliesi. L’Associazione è aperta a tutti gli estimatori del patrimonio storico e culturale basato sulla millenaria pratica della transumanza, ma anche sul retaggio storico che risale all’imperatore Federico II di Svevia, in grado di unire culturalmente numerose comunità della penisola, dal Gran Sasso d’Italia alle sponde mediterranee della Sicilia, passando ovviamente per la Puglia.
Tra i promotori dell’iniziativa il consigliere comunale del capoluogo abruzzese Vito Colonna, pugliese di nascita e aquilano di adozione.
«Conservare e promuovere le tradizioni», ha dichiarato Colonna, «è uno dei nostri principali obiettivi, che potrà essere raggiunto sostenendo, tra le altre cose, le iniziative sul tema della transumanza che accomuna non solo la Puglia all’Abruzzo, ma tutte le regioni attraversate dai tratturi, come il Molise, la Campania e la Basilicata. Considerando anche il complesso degli itinerari federiciani, il riferimento culturale si estende fino alla Calabria e alla Sicilia, così da abbracciare un territorio vastissimo, storicamente interconnesso e dotato di un importante patrimonio paesaggistico, che spesso non beneficia di quel ritorno turistico che meriterebbe».
La Transumanza è stata dichiarata nel dicembre 2019 patrimonio immateriale dell’Umanità dal Comitato intergovernativo dell’Unesco riunito a Bogotà, un riconoscimento importante che vuole affermare il valore sociale, economico, storico e ambientale della pastorizia.
«I tratturi sono i nostri monumenti», ha concluso Colonna, «ricchissimi di natura, di cultura e di tradizioni millenarie, una risorsa anche economica da non sottovalutare per il rilancio delle aree interne».

