Assolto il vigile del fuoco-eroe di Onna

9 Giugno 2018

Nazzareno Feliciani, di Montereale, era accusato di corruzione. «Il mio calvario è durato oltre due anni, ora sono sereno»

L’AQUILA. Da pompiere-eroe, capace di superare ogni ostacolo per salvare la gente nelle calamità naturali, all’ombra della corruzione, fino al carcere: un tunnel durato due anni e mezzo per Nazzareno Feliciani, di Montereale, che ora rivede la luce dopo l’assoluzione in Appello, a Roma, che ha cancellato le accuse di malaffare finite su di lui. «Una situazione grottesca», racconta Feliciani, che tra l’altro è ingegnere. «Sarebbe bastato leggere con attenzione le carte e non sarei nemmeno finito sotto processo. Invece il mio calvario è passato attraverso l’infamia dell’arresto e la condanna a due anni e 4 mesi in primo grado. La mia sorte è stata segnata da un’istruttoria lacunosa. La giustizia arriva, ma è stata troppo lenta giungendo dopo 2 anni, 3 mesi e 14 giorni: tanto è durata la mia sospensione dal servizio». Non va dimenticato che, se questa condanna fosse stata confermata, ci sarebbe stata la destituzione dall’impiego.
«Tornare al lavoro, alla vita di sempre», dice, «sembra facile ma non è così. Io non sono presente su Facebook, ma in tanti mi hanno detto che la notizia che mi riguarda ha avuto almeno mille condivisioni in questo social, cosa che aiuta non poco a risollevarsi». Presto presenterà anche un’istanza per far revocare la sospensione dal servizio nella sede di Roma, dove lavorava prima della bufera giudiziaria e dove tornerà in tempi abbastanza brevi. «Non posso non ringraziare», dice, «gli avvocati che con il loro impegno hanno ricostruito il caso facendo un lavoro che doveva essere fatto da altri in fase investigativa. Si tratta del professor Enzo Musco e dell’avvocato Alessandra Martuscelli».
L’inchiesta a carico suo e di altri contestava una serie di episodi corruttivi (mazzette) tra imprenditori e pubblici ufficiali dei vigili del fuoco sul rilascio di autorizzazioni e certificazioni sulla prevenzione degli incendi. Gli arresti furono fatti a Torino, Milano e Roma, dove, nel comando provinciale, lavora Feliciani, ora riabilitato.
Egli si era distinto in diverse operazioni, molto rischiose al limite della temerarietà, in varie parti d’Italia, ma l’apice delle sue imprese lo raggiunse con il terremoto dell’Aquila e a Onna in particolare. Quando, un paio di anni fa, si diffuse tra gli onnesi la notizia dell’arresto, dire che ci sia stato sconcerto è poco. Feliciani, 50 anni, fu nelle prime settimane dopo il terremoto il volto della solidarietà, il vigile del fuoco senza macchia e senza paura che entrava nelle case per recuperare il recuperabile. «Quando tiravamo fuori i corpi con la speranza che fossero vivi e invece erano morti», disse, «le urla di dolore gelavano l’anima».
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