Ateneo, formati 40 ricercatori con il progetto Rubicon

2 Gennaio 2020

L’AQUILA. Il progetto Horizon 2020 Rubicon, finanziato dall’Unione Europea con circa 600.000 euro e coordinato dalla professoressa Anna Maria Teti del Dipartimento di Scienze cliniche applicate e...

L’AQUILA. Il progetto Horizon 2020 Rubicon, finanziato dall’Unione Europea con circa 600.000 euro e coordinato dalla professoressa Anna Maria Teti del Dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche (Discab), diretto dal professor Roberto Giacomelli, sta per concludersi con successo. Lo afferma in una nota la stessa professoresa Teti dell’Università dell’Aquila. «Il progetto è volto alla formazione di giovani ricercatori di talento, mediante soggiorni presso istituzioni europee e internazionali, impegnati in ricerche sulle interazioni molecolari e biochimiche nelle malattie dei tendini, delle ossa e della cartilagine. Nell’ambito del progetto, l’Università dell’Aquila ha formato ricercatori provenienti da India e Sudafrica e ha inviato, a sua volta, propri giovani ricercatori negli Usa, in Sudafrica, in Australia e a Hong KongA».
«La nostra formazione», affermano i dottori Antonio Maurizi e Argia Ucci, «è avvenuta al Murdoch Childrens Research Institute di Melbourne, dove abbiamo imparato alcune tecniche innovative per studiare gli stress cellulari, che ci hanno consentito di conoscere meglio una malattia delle ossa, denominata osteopetrosi, da anni studiata nel nostro laboratorio qui all’Aquila». La dott.ssa Ucci è stata anche ospite all’Università di Hong Kong per approfondire le conoscenze sulle alterazioni degenerative dei dischi intervertebrali mediante tecnologie che sta attualmente utilizzando nei modelli animali di patologie genetiche delle ossa. «La mia esperienza», afferma il dottor Alfredo Cappariello, «si è sviluppata a New York, alla Icahn School of Medicine at Mount Sinai, dove ho appreso le tecniche di studio delle tendinopatie calcifiche, tipiche dell’invecchiamento e di alcune malattie genetiche come il morbo di Marfan. È stato un soggiorno di grande utilità per me stesso e per il gruppo di ricerca, diretto dalla professoressa Teti».
A completamento degli studi sulle tendinopatie, il dottor Marco Ponzetti riferisce invece di essere stato ospite dell’Università di Cape Town, «dove ho studiato le modificazioni genetiche che predispongono gli individui alle malattie dei tendini, imparando a studiare fenomeni relativi al loro ritmo circadiano. Ho trovato un ambiente cordiale, recettivo e di alto livello scientifico e tecnologico». In totale, Rubicon ha formato 40 ricercatori provenienti dalle 10 Istituzioni europee e internazionali.