Ateneo, il Tar annulla un concorso
Accolto il ricorso di un ricercatore escluso da un contratto triennale
L’AQUILA. Il Tar ha accolto il ricorso di un ricercatore, il quale contestava un’errata valutazione dei suoi titoli, cosa che gli aveva precluso la possibilità di ottenere, dopo una selezione, un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato di durata triennale dall’Università. Il concorso era stato vinto da altro ricercatore. Il Tar in via preliminare osserva “che i giudizi espressi dalle commissioni di esame e di concorso sono giudizi aventi connotati di discrezionalità tecnica la cui violazione è sottratta al sindacato del giudice amministrativo, salvo il potere di questi di valutarne dall’esterno l’irragionevolezza, la incongruità e soprattutto l’eventuale carenza di esaustività. Ne consegue che il giudizio della commissione è censurabile solo quando sia del tutto mancata la motivazione, ovvero non sia stata presa in considerazione la sussistenza di circostanze di fatto tali da poter incidere sulla valutazione finale o quando sia evidente l’illogicità e l’incoerenza dell’apparato motivazionale”. E proprio l’illogicità e l’incoerenza sarebbero presenti nel caso esaminato dai giudici. “Chi ha fatto ricorso”, recita la motivazione, “è primo autore in 24 pubblicazioni del vincitore del concorso e ultimo autore in 10 pubblicazioni. Pertanto, in relazione a tali pubblicazioni, la ricerca è stata svolta sotto la responsabilità del ricorrente ed è evidente il ruolo fondamentale da lui svolto nei lavori del candidato vincitore. Quindi considerato che il contenuto delle pubblicazioni è frutto di una ricerca svolta sotto la responsabilità del ricorrente, non si vede la ragione per la quale non si sia tenuto conto, nell’ambito della valutazione complessiva, del ruolo di chi ha presenatato ricorso. E non si comprende come le pubblicazioni presentate sia dal ricorrente sia dal vincitore – essendo lavori in collaborazione – abbiano ottenuto per entrambi i candidati lo stesso punteggio anche se è solo il ricorrente ad avere dato un apporto significativo». (g.p.)

