Ater, via alla vendita di 678 appartamenti Incasso di tre milioni

15 Ottobre 2021

La giunta regionale approva il piano: previsti prezzi scontati Acquisto riservato agli assegnatari in regola con gli affitti

L’AQUILA . L’Ater mette in vendita 678 alloggi. È l’effetto dell’approvazione, da parte della giunta regionale, del piano per l’alienazione delle case popolari in provincia che chiama in causa gli assegnatari. Gli inquilini, infatti, avranno la possibilità di riscattare gli appartamenti in affitto a un prezzo di gran lunga inferiore a quello di mercato. Avranno titolo all’acquisto affidatari o loro familiari conviventi che occupino l’alloggio da oltre cinque anni e non siano in mora con il pagamento dei canoni e delle spese all’atto della presentazione della domanda di acquisizione.
Il prezzo degli appartamenti è determinato dal valore che risulta applicando il moltiplicatore 100 alle rendite catastali indicate dalla Direzione generale del catasto e dei servizi tecnici erariali del ministero delle Finanze. Alla somma risultante va applicata la riduzione dell’uno per cento per ogni anno di anzianità di costruzione dell’immobile, fino al limite massimo del 20 per cento. «È la prima grande operazione del genere di epoca recente», spiega l’assessore Guido Quintino Liris che gestisce la delega all’Edilizia residenziale pubblica, «con l’alienazione si raggiunge un doppio vantaggio: da un lato l’Ater si alleggerisce degli oneri di gestione del proprio patrimonio, costituito da circa 4.500 alloggi, dall’altro si offre a un’ampia platea di famiglie di poter accedere a un bene primario come la casa a condizioni agevolate».
L’assessore regionale sottolinea anche un cambio di metodo. «A differenza del passato, peraltro», spiega, «la scelta viene attribuita agli inquilini e non è calata dall’alto: ciascun assegnatario che vuole riscattare l’abitazione ha già manifestato il suo desiderio e in base alle richieste è stato stilato il piano di alienazioni. Questo ha anche permesso di vendere molti più alloggi di quanto non sia stato possibile fare con analoghe azioni precedenti». Il sistema, secondo l’assessore, andrebbe esteso. «Auspico che questa misura venga replicata nelle altre province, diventando un modello da esportare» conclude Liris. «I piani di alienazione del passato non erano mai condivisi con gli inquilini, si mettevano in vendita alcuni alloggi per i quali spesso non c’era interesse da parte di chi li occupava, allora siamo partiti da uno studio di mercato», osserva Isidoro Isidori, presidente dell’Ater, a detta del quale la vendita avverrà attraverso una procedura standard già avviata dagli uffici e i proventi stimati ammontano a circa tre milioni di euro.
«Per Ater il risultato è utilitaristico», fa notare il rappresentante dell’azienda territoriale affiancato dal vicepresidente Serena Parlante e dal consigliere di amministrazione Massimo Scimia, «anche perché metteremo a disposizione gli introiti per l’acquisto di altri alloggi, di cui c’è una oggettiva carenza».
Secondo il vicepresidente «la scelta di valutare il patrimonio da alienare senza concertarlo con gli inquilini nel 2019 ha portato alla proposta di vendita di 713 alloggi e in tre anni ne sono stati alienati solo 22». Scimia, invece, evidenzia che «l’intuizione di approcciare in modo diverso rispetto al passato ha un risvolto anche sociale: tante famiglie avranno la possibilità di avere una casa di proprietà». (g.d.m.)
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