Atleta senza palestra, la scalata più difficile

5 Ottobre 2019

Di Felice protagonista agli ultimi Mondiali di paraclimbing in Francia ma non sa dove allenarsi

PESCINA. Ha portato il nome della Marsica ai Mondiali di paraclimbing in Francia, ma non ha una palestra dove potersi allenare. Federico Di Felice, 31 anni di Pescina, continua a collezionare medaglie e gagliardetti e non ha intenzione di fermarsi. Dopo la medaglia d’oro al campionato italiano Lead Paraclimbing, e vari riconoscimenti nei tornei regionali e nazionali, l’atleta paralimpico è volato in Francia per i mondiali di una disciplina sempre più in ascesa. A Briançon ha ottenuto il sesto posto e una carica incredibile che gli ha dato la forza di continuare ad allenarsi sperando nell’approdo del Paraclimbing alle Olimpiadi di Tokyo. I sogni però, spesso, devono fare i conti con una realtà difficile da accettare, soprattutto per chi come Di Felice ama la sua terra e qui vorrebbe continuare a crescere sportivamente. Il 31enne, infatti, nonostante la sua incredibile voglia di migliorare ha delle difficoltà concrete e quotidiane non avendo una palestra adeguata dove allenarsi. «Mi sono sempre allenato, non senza difficoltà, nella palestra Orsi Marsicani Climbing di Avezzano dove insegno ai ragazzi», ha precisato Di Felice, «la parete d’arrampicata è di poco più di tre metri e invece quella dove gareggiamo è di trenta. Ho cercato di simulare il percorso e le varie prese ma ora non basta più. Ho bisogno di una parete adeguata. Allo Scientifico di Avezzano è stata realizzata una parete esterna ma non è adatta al tipo di allenamento che serve a me». Finora l’atleta si è sempre arrangiato ma adesso che le gare diventano più importanti serve uno spazio adeguato e Di Felice è costretto a cercarlo fuori dalla Marsica.
Intanto, nei giorni scorsi l’atleta ha ringraziato l’azienda marsicana Imerys, multinazionale specializzata nella produzione e lavorazione di minerali industriali, che ha sponsorizzato la sua impresa consegnando una foto ricordo al direttore dello stabilimento di Avezzano, Bruno Di Sabatino.
«All’Aquila c’è qualcosa che potrebbe fare al caso mio ma purtroppo la parete è esterna e le condizioni climatiche non sono certo favorevoli», ha concluso lo sportivo che ha una disabilità motoria, «faccio appello alle istituzioni affinché aiutino atleti come me a coltivare questa passione e soprattutto creino le condizioni necessarie per fare in modo che questo sport importante per il nostro territorio possa crescere sempre di più».
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