Attacco alla Gran Sasso Acqua: «Nessun riscatto, dati al sicuro» Il presidente Piccinini: «L’archivio è su server esterni, i danni degli hacker sembrano limitati a un pc» È stato comunque avvisato il Garante della privacy. Le verifiche sono in corso con disagi per gli utenti

18 Giugno 2023

L’AQUILA. «Non c’è nessuna richiesta di riscatto o rivendicazione, l’attacco degli hacker sembra sventato». Il presidente della Gran Sasso Acqua Alessandro Piccinini prende di petto l’emergenza...

L’AQUILA. «Non c’è nessuna richiesta di riscatto o rivendicazione, l’attacco degli hacker sembra sventato». Il presidente della Gran Sasso Acqua Alessandro Piccinini prende di petto l’emergenza informatica, rispondendo alle domande e chiarendo cosa sta accadendo nella società acquedottistica aquilana. «Stiamo cercando di limitare i disagi, nei prossimi giorni speriamo di poter fornire informazioni più precise e garantire il ripristino di tutti i servizi», continua. Al momento, infatti, dopo aver spento «in via precauzionale» i server in entrata, la Gsa vive un blocco dei sistemi e disagi. Sul suo sito internet compare l’avviso: «Causa problemi di collegamento con i nostri server remoti il servizio sportello subirà un notevole disservizio per l’utenza. Si potrà operare solo su documenti cartacei. Ove non sia urgente si consiglia di rimandare le proprie operazioni. Ci scusiamo per il disagio».
NESSUNA FUGA DI DATI
Innanzitutto sui dati sensibili degli utenti. «I dati si trovano su un server esterno di una società incaricata, mentre l’attacco è stato diretto ai nostri computer. Il furto di dati sembra quindi escluso, ma abbiamo comunque inviato una pre-notifica al Garante della privacy per denunciare quanto successo, come prevedono i protocolli», spiega il presidente della Gsa. La questione è delicata, per le possibili ripercussioni per gli utenti in caso di diffusione dei loro dati. E poi c’è il precedente dell’attacco subìto dall’Asl aquilana, con milioni di documenti sensibili su pazienti e dipendenti diffusi dagli hacker sul web, con il Garante che ha imposto all’azienda sanitaria di avvisare entro fine giugno tutti gli utenti coinvolti.
L’ATTACCO E I DISAGI
Piccinini chiarisce anche quanto finora ricostruito sull’attacco. «Abbiamo ricevuto una Pec poi sembrata infetta. Questa è stata aperta in uno dei nostri computer. Appena accaduto, abbiamo staccato i sistemi in via precauzionale: è a questa nostra decisione che sono dovuti i disservizi e non all’attacco hacker in sé», spiega, continuando: «Gli esperti sono al lavoro per una verifica approfondita sui sistemi, in particolare sul computer che ha aperto il messaggio. Mi hanno rassicurato che al momento i danni sembrano molto limitati. Prima di poter riaccendere i sistemi dobbiamo essere sicuri che tutto sia a posto». Senza richiesta di riscatto o rivendicazione, al momento non sarebbero state attivate polizia postale e Agenzia per la cybersicurezza nazionale, che invece indagano ancora sull’attacco all’Asl.
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