Attentato contro un fioraio del cimitero

19 Luglio 2018

Benzina e bombola del gas per far esplodere un box in costruzione assegnato dal Comune. Indagini sul movente

AVEZZANO. Sette minuti dopo la mezzanotte la videocamera del Consorzio servizi marsicano filma il bagliore causato dalle fiamme. Proviene da un box destinato alla vendita di fiori a una ventina di metri dall’ingresso del cimitero di Avezzano, in via Pertini. È l’orario esatto in cui mani ignote hanno tentato di far saltare in aria la struttura commerciale in fase di ultimazione.
Un attentato in piena regola che solo per imperizia non ha causato danni maggiori. L’autore del gesto ha utilizzato della benzina per innescare il rogo e una bombola di Gpl con l’intenzione di provocare lo scoppio. Ma il piano è riuscito parzialmente. Perché il recipiente cilindrico non è esploso nonostante l’elevata temperatura provocata dalla fiammata, che troppo presto si è spenta.
Il box doveva essere aperto il prossimo 4 agosto da Luigi Morelli e dalla sorella, appartenenti a una famiglia rom avezzanese, titolari della società “Marsica in fiore”. Una rivendita di 35 metri quadrati progettata dal geometra Valentino Bacchilega. Morelli si è aggiudicato un bando per una gestione di 40 anni, con un canone di 1.050 euro l’anno, e dal Comune di Avezzano ha ottenuto un permesso a costruire lo scorso 5 giugno 2018.
Ad accorgersi dell’accaduto, ieri mattina, è stato il direttore dei lavori, l’ingegnere Giuseppe Di Giosia. «Sono arrivato verso le 7.20 perché dovevo prendere delle misure per completare i lavori e ho notato i danni causati dal rogo e dal fumo», racconta il professionista avezzanese, «ho chiamato subito il titolare, Luigi, e la polizia».
Sul posto sono arrivati gli agenti del commissariato di polizia, in particolare quelli della scientifica e della squadra anticrimine agli ordini del sostituto commissario Gaetano Del Treste.
Stando ai primi rilievi compiuti dal sostituto commissario Pierluigi Baldi e dai suoi uomini l’autore del raid ha agito in un due distinti momenti: prima ha lasciato per terra una scia di benzina, dal cancello del cimitero all’ingresso del box; poi, non riuscendo a causare danni a sufficienza, ha forzato una finestra sul retro del box ed è entrato nella struttura, cospargendola di carburante e sistemandovi la bombola del gas al centro. Piano che ha provocato solo danni parziali visto che le fiamme si sono spente quasi subito.
Gli agenti del commissariato hanno visionato il filmato registrato dalle telecamere del Cosema, struttura che gestisce i servizi cimiteriali e che si trova a un centinaio di metri dal box di fiori. I vigili del fuoco di Avezzano, invece, hanno provveduto a raccogliere diversi elementi utili alle indagini e a mettere in sicurezza la zona. La Procura ha disposto il sequestro dell’area.
Le indagini mirano a stabilire il movente per risalire all’autore dell’attentato. Morelli, ascoltato dagli agenti, ha sottolineato di non avere ricevuto minacce. Si ipotizza un dispetto o un avvertimento. Per gli inquirenti, invece, non c’è l’ombra del racket. Nella zona ci sono anche altri fiorai, alcuni dei quali abusivi. «Per due anni ho inseguito questo sogno, interrotto a un passo dalla meta», sottolinea Luigi Morelli, arrabbiato e deluso per quanto accaduto l’altra notte, «quando iniziai le procedure, in Comune mi dissero che in un paio di mesi tutto sarebbe stato pronto. Così mi licenziai da un’azienda per seguire meglio le procedure, illudendomi che tutto sarebbe andato per il meglio e che avrei potuto finalmente aprire l’attività. Poi sono iniziati i problemi, le lungaggini burocratiche. A qualche giorno dalla sospirata apertura questo incendio, ma bisogna andare avanti per dare un futuro migliore ai miei figli. Sospetti? Non ne ho, nessuno mi ha mai minacciato».
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