Attentato fallito, Margani: spero sia il gesto di un folle

Caccia al piromane, i carabinieri stanno visionando i filmati delle telecamere installate tra Introdacqua e Cantone
SULMONA. Proseguono a tutto campo le indagini da parte dei carabinieri della Compagnia di Sulmona per identificare il piromane che l’altro giorno ha provato a incendiare l’auto del dirigente del Cogesa, Stefano Margani. Un tentativo andato a vuoto solo perché Margani e la sua famiglia erano ancora svegli al momento in cui le fiamme si sono sviluppate attorno alla vettura. I carabinieri sono convinti che ad agire sia stato un piromane improvvisato che, evidentemente aveva dei risentimenti nei confronti del dirigente dell’azienda di cui rappresenta uno dei quadri più significativi. Ai carabinieri infatti, è apparso subito strano che un simile tentativo di incendio sia stato messo in atto alle 23, un orario in cui difficilmente si va in giro ad appiccare fuoco alle auto perché è molto alto il rischio di essere scoperti. Anche se l’abitazione di Margani si trova in una zona abbastanza isolata, fuori dal paese, tra Introdacqua e la frazione di Cantone dal lato di “Asinomania”. In quella zona sono presenti alcune telecamere installate dai residenti e dai titolari della stessa azienda agricola che ora i carabinieri vogliono visionare per controllare tutte le auto che sono transitate in quella zona in prossimità dell’ora in cui si è verificato il rogo. «Vorrei fosse solo il gesto di uno squilibrato, non un atto di criminalità vera, perché altrimenti dovremmo essere tutti preoccupati, non solo io». Questo il commento dell’ingegnere Stefano Margani, che si dice preoccupato per l’episodio avvenuto nella tarda serata di giovedì scorso. «Non ho mai avuto problemi con nessuno, mai ricorsi su appalti o altro» precisa Margani. «Anche per le assunzioni si sta facendo tutto secondo regole di trasparenza. Non ho mai ricevuto minacce e non riesco minimamente a immaginare chi possa aver fatto un gesto simile. Quando sono state incendiate auto in città tutto è avvenuto all’esterno di cortili privati. In questo caso, invece, chi ha tentato di appiccare il fuoco è entrato dentro casa. Una volta lì ha tentato di bruciare la macchina, un fatto mai accaduto nella nostra zona. Spero comunque si sia trattato di un fatto isolato», conclude Margani, «perché diversamente avremmo tutti molto di cui preoccuparci». Non si esclude, infatti, che il tentativo di incendio possa essere collegato con l’altro attentato incendiario avvenuto lo scorso novembre nel deposito del Cogesa. Allora il fuoco aveva divorato alcuni mezzi della società danneggiandone altri.
«È una delle ipotesi, non so», conclude Margani, «ma non è certo stravagante l’idea di un possibile collegamento tra i due episodi». Il movente per gli investigatori sarebbe comunque legato all’attività dell’azienda. Un fronte, questo, sul quale i carabinieri di Sulmona, coordinati dal capitano Maurizio Dino Guida, hanno puntato sin dall’inizio la lente d’ingrandimento.
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