Attesa di otto ore per il ricovero
Odissea di un paziente di 75 anni al San Salvatore per l’asportazione di un rene
L’AQUILA. Otto ore di attesa per il ricovero. La denuncia arriva dal figlio di un paziente oncologico che, dopo un primo rinvio a metà ottobre, è stato portato in ospedale per un intervento di asportazione di un rene. Due giorni fa l’arrivo al San Salvatore e la trafila: i pazienti prima di essere mandati in reparto vanno sottoposti al tampone per il Covid-19. Tutto fila liscio fino a quando al paziente, 75 anni e che da tempo lotta con la malattia, viene detto che dovrà attendere il risultato del tampone prima di essere portato in reparto. Insieme a lui ci sono anche altre persone in attesa del ricovero. «L’appuntamento in ospedale era alle 9.30», afferma il figlio, «dopo il tampone a mio padre è stato detto che in un paio d’ore sarebbe arrivata la risposta e che doveva avere pazienza. Le due ore passano, ne passano altre due e poi ancora due. Mio padre mi chiama al telefono e mi dice che non ce la fa più e che vuole tornare a casa, accada quel che accada. Passa un’altra ora, faccio qualche telefonata e scopro una serie di problematiche che si possono riassumere così: il Covid ha creato un’emergenza a cui non si riesce a far fronte e che i tamponi vengono inviati a Pescara con tutti i ritardi del caso. Incredulo chiamo mio padre, gli descrivo la situazione, cerco di rincuorarlo e gli chiedo di tener duro. Finalmente dopo “appena” otto ore, qualcuno lo chiama e, insieme a lui, gli altri che aspettavano dalle 9.30». (g.p.)
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