Attrezzi montati male Così l’area fitness diventa inservibile

10 Agosto 2018

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L’AQUILA. «Il parco è bellissimo, ci mancherebbe, ma gli attrezzi dell’area fitness sono messi proprio male». Lucio Capri arriva al Parco del Sole (preso d’assalto dai visitatori) con moglie e due cagnoline. Indossa una maglia dell’Aquila rugby, fisico asciutto da istruttore di arti marziali e appassionato di fitness. Su Facebook lo conoscono con il nome altisonante di Lucio Decio Augusto Maria. «A parte Decio, è il mio nome vero». Sul social, giorni fa, aveva pubblicato un simpatico post sugli attrezzi dell’area fitness dell’appena inaugurato parco del Sole.
«Ci sono due postazioni per fare i piegamenti sulle braccia, entrambe possono essere utilizzate solo dai sette nani», scrive Capri nel post. «La distanza tra gli appoggi per le mani e quelli per i piedi le rende non fruibili (tranne per Pisolo, Mammolo e Gongolo. E Pisolo è pure pigro). Eppure sono due postazioni, chiunque avrebbe pensato di porre gli appoggi a due distanze diverse. Almeno una l’avrebbe azzeccata». Inutilizzabili, quindi. «Diversamente, la postazione per gli addominali è fruibile solo da persone alte un paio di metri e mezzo. La distanza tra dove dovresti appoggiare il sedere e la trave dove dovresti agganciare i piedi è tale da renderla fruibile solo da giganti». Le parallele sono poste troppo lontane tra loro. «Secondo il cartello sono realizzate per allenare i tricipiti», ma data la distanza, «sono solo parzialmente utilizzabili e in modo biomeccanicamente scorretto. Ci sono ottime possibilità di farsi male. Basterebbe farle convergere per renderle fruibili da tutti in assoluto e adatte ad allenare tricipiti, bicipiti e anche pettorali e addominali».
«Gli anelli n’atr’e pocu ji metteano ’nterra», commenta Lucio in dialetto, ci mancava poco che le mettessero a terra.
«Eppure sono quattro postazioni». Diagnosi? Inutilizzabili. Il post si chiude con due proposte. La prima è quella di creare una piattaforma in cemento colorato o materiale apposito vicino al laghetto per esercizi di gruppo (corpo libero, step, sessioni di yoga, karate, pilates, danza, aerobica, break dance, ginnastica artistica, esercizi a terra). «Ho visto che c’era un gruppo che stava facendo yoga davanti alla basilica», dice.
La seconda proposta è per l’assessore e vicesindaco Guido Quintino Liris. «Con una giornata di lavoro, forse due, di un singolo operaio (dotato di normalissimo buonsenso e delle strumentazioni adatte) si potrebbero recuperare tutte e 4 le postazioni». «A volte ci si perde in banalità», così si chiudeva il post di Lucio Capri, alias Lucio Decio Augusto Maria.
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