Audizione protetta impossibile per una minore: salta l’udienza

L’AQUILA. Ancora un problema tecnico al palazzo di giustizia che ha fatto slittare un procedimento penale importante. Ieri mattina si doveva tenere un’udienza preliminare per un fatto scabroso...
L’AQUILA. Ancora un problema tecnico al palazzo di giustizia che ha fatto slittare un procedimento penale importante. Ieri mattina si doveva tenere un’udienza preliminare per un fatto scabroso riguardante un presunto atto di abuso sessuale su una minorenne avvenuto qualche anno fa.
Per chiarire i fatti il giudice Giuseppe Romano Gargarella aveva disposto un’audizione protetta della minorenne in modo da avere delle spiegazioni sulla dinamica. Per la giornata di ieri era stata anche convocata un’esperta designata dal giudice nell’ambito dell’incidente probatorio. Il tutto seguendo una prassi finalizzata non solo a mantenere la riservatezza sul caso, ma anche a tutelare la vittima del reato sotto il profilo psicologico con la formulazione di domande secondo un determinato disciplinare.
Quando si è passati al dunque, però, ci si è resi conto che al momento l’aula riservata a questo genere di udienze, che si trova nella nuova ala del palazzo di giustizia, non è dotata di tutte le apparecchiature necessarie.
Per cui si è deciso di aggiornare l’udienza al 23 febbraio nella speranza di poterla celebrare senza imprevisti, data anche la presumibile lunga durata dell’incidente probatorio.Questo d’intesa con gli avvocati delle due parti e il pm Roberta D’Avolio mentre ieri il sospettato non era presente.
Non è la prima volta che gli uffici giudiziari sono al centro di disservizi. Solo pochi giorni fa alcune udienze sono state spostate in altre aule in quanto quelle designate erano al freddo. Inconveniente che si è verificato spesso anche nei mesi scorsi. Inoltre, ma questo riguarda quasi tutte le aule, l’acustica è scadente a cominciare dall’aula magna, dove si celebrano i processi più importanti. L’aspetto positivo sul fronte della logistica giudiziaria sta nel fatto che la Sorveglianza ha lasciato gli uffici di Bazzano per insediarsi in quelli di Pile, dove c’era la Procura generale.
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