Autismo, appalto per la ricerca all’Ateneo

9 Agosto 2023

Il consorzio costituito da Univaq mira a fornire strumenti e strategie per gli interventi riabilitativi

L’AQUILA. Ancora un’affermazione nel settore della ricerca da parte dell’Università dell’Aquila, che ha vinto l’appalto per il programma “Applicazioni innovative di realtà virtuale e aumentata per persone con una condizione dello spettro autistico”.
Il ministero dell’Università e della ricerca ha comunicato gli esiti della valutazione tecnica e la graduatoria della seconda fase dell’appalto precommerciale bandito dallo stesso ministero e gestito da Agenzia per l’Italia digitale (Agid)-Smarter Italy su programmi di ricerca e sviluppo nel campo dell’autismo, che nel complesso aggiudicava circa due milioni di euro. Il finanziamento si colloca nel quadro dei programmi europei Pon e vedrà la realizzazione prototipale in un territorio costituito dall’area vasta Sud Salento, per essere poi reso esportabile sull’intero territorio nazionale. Tra i numerosi raggruppamenti partecipanti alla gara, un consorzio costituito dall’Ateneo aquilano e un pool di imprese guidato dall’azienda Links di Lecce, con E-Result di Cesena e Rina, che si è posizionato ai vertici della valutazione tecnica superando l’accesso alla seconda fase dell’appalto. Il team di ricerca di Univaq è costituito dai professori Monica Mazza (Discab, coordinatrice scientifica del programma), Marco Valenti (Discab, direttore del Centro di riferimento regionale per l’autismo e referente epidemiologico-clinico) e Laura Tarantino (Disim, referente per gli sviluppi informatici) con i rispettivi collaboratori.
Il progetto proposto da Univaq e dalle imprese consortili mira a fornire strumenti e strategie in grado di rendere più efficace e efficiente il processo di presa in carico, gestione, organizzazione ed erogazione degli interventi abilitativi-riabilitativi al fine di migliorare la qualità di vita della persona Asc e di tutto il contesto sociale che la circonda. Inoltre, mira a una strutturazione sperimentale che favorisca l’inserimento della persona all’interno di una rete in grado di condividere informazioni fondamentali tra gli stakeholder che, a diversi livelli, fanno parte del suo contesto socio-istituzionale. Tra i principali punti di forza che hanno determinato il successo della proposta, una progettazione delle tecnologie basata su una prospettiva bio-psico-sociale e sul modello Matching person and technology, che tiene conto delle caratteristiche della tecnologia, dell’ambiente e dell’utente. (r.s.)
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