Autismo, famiglia trova ospitalità nel Progetto Case

26 Agosto 2020

L’AQUILA. Una famiglia spossata dall’autismo e da tutte le (giuste) misure di contenimento e contrasto di una pandemia ha deciso di fare ritorno all’Aquila dopo aver vissuto a lungo e per motivi di...

L’AQUILA. Una famiglia spossata dall’autismo e da tutte le (giuste) misure di contenimento e contrasto di una pandemia ha deciso di fare ritorno all’Aquila dopo aver vissuto a lungo e per motivi di lavoro in Gran Bretagna e Brasile.
«La famiglia», racconta Dario Verzulli (Autismo Abruzzo onlus), «papà, mamma e tre bimbi di cui un undicenne autistico e uno ancora in fasce, incontra enorme fatica nella gestione quotidiana, anche a causa del venir meno delle terapie e del perdurare della situazione di emergenza che tutti ci affligge in questo difficilissimo 2020. È così che veniamo contattati e decidiamo di abbracciare quest’ennesima sfida. Ci siamo prodigati per l’assegnazione di un alloggio del Progetto Case, dal momento che pur avendo vissuto all’Aquila in passato, non hanno alcun familiare che possa riceverli o dar loro un alloggio. Il sindaco Biondi ha accolto in tempi record la richiesta formale della nostra associazione e ciò ci ha permesso di sbrigare tutte le pratiche burocratiche per l’attivazione delle utenze e per rendere dunque immediatamente fruibile l’abitazione per questa famiglia».
«Colpisce», prosegue il presidente Verzulli, «che tutto ciò accada, per la seconda volta per Autismo Abruzzo, in una data carica di significato per la città, il 23 agosto. Infatti proprio un anno fa, un’altra famiglia con un bimbo autistico ha scelto di vivere all’Aquila per assicurare al figlio le necessarie attività. Grazie ai servizi sociali e sanitari erogati la qualità della vita di questa famiglia è oggi migliorata, la famiglia è ben integrata. Il 23 agosto segna l’inizio della Perdonanza: pace, solidarietà e riconciliazione sono i concetti cardine lasciati da Celestino V con la sua Bolla del Perdono. Non sfugge questo messaggio e il legame particolare di Celestino con Collemaggio che accoglieva emarginati e persone affette da patologie mentali che sin dal lontano passato fruivano delle ampie zone adiacenti alla Basilica voluta proprio da Celestino V, ancor prima che questo fosse l’Ospedale psichiatrico. L’Aquila conferma dunque, ancora una volta, di incarnare i princìpi della Perdonanza. Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile il ritorno di questa famiglia: il sindaco, il personale del Comune, Settore Patrimonio, Gestione Progetto Case e la segreteria del sindaco».