Auto bruciata, caccia all’incendiario

Ultimatum dei residenti della zona: «Metteremo noi le telecamere di sorveglianza se il Comune non provvede subito»
SULMONA. Non si fidano delle rassicurazioni del sindaco e all’indomani dell’ennesima auto incendiata di proprietà della figlia del sostituto procuratore Aura Scarsella lanciano una sorta di ultimatum: «Aspetteremo qualche giorno, ma se non vedremo risultati ci penseremo noi a installare telecamere per proteggere le nostre case e le nostre cose». Fanno sul serio i residenti di via Pola decisi questa volta ad andare fino in fondo. Chiedono maggiori controlli alle forze dell’ordine e più sicurezza in un quartiere da tempo nel mirino di ladri e vandali. «È questa una zona nevralgica per la viabilità cittadina dal momento che, l’incrocio di via Pola con la statale 17, è il punto d’ingresso della città», incalzano gli abitanti dell’importante arteria che unisce la statale 17 al centro di Sulmona. «In ragione di questo si dovrebbero intensificare i controlli delle forze dell’ordine per una zona che spesso resta trascurata». Il sindaco Annamaria Casini ha promesso che presto ci saranno novità: «Ci stiamo raccordando con il prefetto e con le forze dell’ordine per creare una rete di sicurezza e di pronto intervento per fronteggiare la microcriminalità con il potenziamento dei controlli durante i week-end quando, secondo le statistiche, si concentrano gli episodi vandalici. A tal proposito, dopo l’incontro di qualche tempo fa, ne è in programma un secondo che dovrebbe portare soluzioni definitive». Confermata anche l’iniziativa da parte del Comune che prevede il potenziamento del circuito di videosorveglianza nelle parti considerate più a rischio della città. «Siamo al lavoro per trovare la copertura economica necessaria ad acquistare nuove telecamere», aggiunge il sindaco Casini. «Il progetto c’è ed è nostra intenzione portarlo a termine». Nel frattempo proseguono le indagini della squadra Anticrimine alla ricerca di indizi per arrivare a identificare il piromane che ha appiccato le fiamme all’automobile della figlia del magistrato. Indagini delicate proprio per il coinvolgimento di un familiare del magistrato. Per questo, il procuratore Giuseppe Bellelli ha assunto direttamente il coordinamento delle indagini. Al momento non si esclude nessuna pista, nemmeno quella del rogo accidentale, ipotesi che sarebbe stata avanzata dai vigili del fuoco dopo che non sono state trovate tracce di liquido infiammabile sul luogo dell’incendio. Secondo i vigili del fuoco, in passato, ci sarebbero stati casi di auto con il circuito elettrico non perfettamente a posto andate a fuoco per autocombustione anche con basse temperature. E l’auto in questione sembra proprio che avesse problemi con la batteria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

