Auto contro camion: perde la vita a 34 anni

18 Dicembre 2020

Sassa Scalo. Di rientro da un turno notturno di lavoro si schianta sull’autobotte Laureata in Biotecnologie, lascia la mamma e la sorella. Statale con troppe croci

L’AQUILA. Altro sangue sulla 17. Altra croce. A tre chilometri di distanza dal luogo dell’incidente di martedì sera, costato la vita al 24enne Danilo Tresca, un altro incidente mortale sulla statale si porta via Francesca Ammannito, di Sassa, 34 anni. Di ritorno dal turno notturno in un laboratorio di analisi, la donna percorre il rettilineo di Sassa Scalo, all’altezza della stazione ferroviaria. La sua auto, una Golf, si scontra con un camion proveniente dalla direzione opposta, verso L’Aquila. Chi si trova nelle vicinanze al momento dello scontro riferisce di un tremendo schianto. Agli occhi dei primi soccorritori si presenta una scena terrificante. La ragazza si spegnerà pochi attimi dopo. A causa dell’incidente la statale viene chiusa in via temporanea in entrambe le direzioni, all’altezza del km 25,200. Sul posto piombano 118, polizia municipale, vigili del fuoco e personale Anas. Ai fini dell’accertamento della dinamica vengono acquisite le immagini di alcuni impianti di videosorveglianza privata che insistono nella zona, dove ci sono uno sportello bancario e una galleria commerciale.
CHI ERA. La donna, che viveva con la mamma Clara e la sorella Laura in via della Fonte, a Sassa, molti anni fa aveva perso il padre, Elio. Dopo aver frequentato l’Itas “Elena di Savoia” dell’Aquila, si era laureata in Biotecnologie e aveva trovato un lavoro che svolgeva con passione. Probabilmente aveva fatto una piccola deviazione dal solito percorso quotidiano per fare la spesa. L’autobotte era andata a rifornire un distributore di benzina della zona. Grande lo sconcerto della comunità di Sassa. Dove in tanti si interrogano sull’ennesima tragedia sulla 17, costellata di troppe croci.
LA STRADA MALEDETTA. Il circolo Pd di Sassa da anni è impegnato in una campagna di ascolto della popolazione su vari temi, primo tra tutti quello della viabilità. «La cura dello spazio pubblico passa attraverso maglie molto precise come la sicurezza, l’accessibilità, l’inclusione, l’ascolto», spiega Quirino Crosta, coordinatore del gruppo di lavoro. «Parliamo di temi propri delle politiche urbane e territoriali che sono state abbandonate. Purtroppo il tema è complesso e di non banale soluzione. Oggi facciamo i conti con tante, troppe criticità. È cosa dura e difficile quella di dover dare un contributo, seppur costruttivo, all’indomani di una tragedia impensabile e inaccettabile. Ma è doveroso co-stringersi a ritrovarsi intorno a una discussione che abbia come centro la sicurezza e la cura della strada, della viabilità e degli spazi pubblici che ciascuno e ciascuna di noi abitualmente frequenta. Occorre la consapevolezza di collaborare per condividere un confronto costruttivo con le comunità. Cittadini, cittadine, istituzioni devono sedersi e trovare il modo di lavorare insieme affinché nuove tragedie non avvengano».
LE PROPOSTE. «Abbiamo il dovere di agire», aggiunge Crosta. «Il circolo Pd ha presentato osservazioni al Piano urbano della mobilità. Riguardo alla 17, per il tratto che divide Sassa Scalo, si suggerisce di intervenire sul traffico, sulla viabilità, laddove non sarebbe possibile tenere accessi a raso su strade statali. Il tratto è densamente edificato e popolato: residenze e attività commerciali frequentatissime non coesistono con una mobilità di attraversamento. Ormai questo tratto di strada deve poter servire residenza e commercio in sicurezza, a basse velocità, deviando il percorso di chi si trova a passare solo per attraversare, anziché per fruire dei servizi e degli esercizi presenti. Bisogna realizzare una viabilità adatta ai quartieri, alle attività e ai pedoni, spostando dietro la mobilità pesante e di attraversamento, priva di accessi a raso. Va creato un tavolo di lavoro in cui Comuni, Provincia, Regione, Anas, rappresentanti dei cittadini e delle attività commerciali elaborino soluzioni.
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