Auto contro un cervo, a pagare è la Regione

29 Settembre 2022

L’incidente nel 2013 a Magliano. La Cassazione respinge il ricorso e condanna l’ente a risarcire i danni

MAGLIANO DE’ MARSI. Investirono un cervo, la Corte di Cassazione rigetta il ricorso presentato dalla Regione Abruzzo condannandola al pagamento delle spese. L’incidente in cui restò coinvolta una Opel Vectra avvenne l’11 ottobre del 2013 a Magliano de’ Marsi. A bordo dell’auto viaggiavano Mario Bianchi e Anna Rosa D'Amico. A tre anni dall’incidente il giudice di Pace di Avezzano condannò la Regione al pagamento di circa 1.800 euro in favore di D’Amico per i danni al mezzo e di circa 3.500 euro a Bianchi per danni alla persona e spese mediche. La Regione presentò ricorso, (poi rigettato) tirando in ballo quale responsabile la Provincia. Per i giudici del tribunale dell’Aquila «la fauna selvatica costituisce patrimonio indisponibile dello Stato e spetta alle Regioni il compito di emanare le norme che disciplinano la gestione e la tutela e alle Province il compito di attuare la disciplina regionale. La legge 157/92 affida espressamente alle Regioni la funzione di controllo della fauna selvatica. La legge regionale 10/2004 ha delegato alle Province il compito di provvedere al risarcimento dei danni provocati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e agli allevamenti ma non anche quelli arrecati a cose o persone circolanti su strada». Motivazioni riconosciute anche dai giudici della Suprema Corte. «Nell'azione di risarcimento del danno cagionato da animali selvatici la legittimazione passiva spetta in via esclusiva alla Regione, in quanto titolare della competenza in materia di patrimonio faunistico», si legge nella sentenza, «nonché delle funzioni amministrative di programmazione, coordinamento e controllo delle attività di tutela della fauna selvatica, anche se svolte da altri enti. La Regione può rivalersi nei confronti degli enti ai quali sarebbe in concreto spettata, nell’esercizio di funzioni proprie o delegate, l’adozione delle misure che avrebbero dovuto impedire il danno». (f.d.m.)
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