Auto contro un cinghiale, la Asl porta la Regione in tribunale

Nell’incidente rimase coinvolta una macchina di servizio dei veterinari dell’Azienda sanitaria Azione risarcitoria promossa anche nei confronti dell’Anas che però declina ogni responsabilità
SULMONA. L’incidente causato da un cinghiale danneggia l’auto di servizio dei veterinari dell’azienda sanitaria di Sulmona e l’Asl denuncia per danni la Regione e l’Anas. La battaglia legale era partita con una prima richiesta di rimborso dei danni presentata dall’Azienda sanitaria all’Anas che, a sua volta, aveva preso le distanze accusando la Regione come responsabile della presenza della fauna selvatica e nella fattispecie dei cinghiali lungo la rete stradale. La Regione, che alla fine dovrebbe pagare il danno causato a un mezzo di proprietà di un ente pubblico come la Asl, sul quale esercita tra l’altro specifici poteri, ha rispedito al mittente la richiesta di risarcimento negando ogni responsabilità nella vicenda.
Un rimpallo che alla fine ha spinto Stefano Di Rocco, direttore degli affari generali dell’Asl, su richiesta del manager Roberto Testa, rivolgersi all’avvocato Andrea Liberatore del Foro di Sulmona per trascinare sia l’Anas che la Regione davanti al giudice. Quest’ultimo dovrà esprimersi nel merito e decidere quale dei due enti dovrà pagare l’ammontare dei danni causati dall’animale alla carrozzeria dell’auto di servizio dell’azienda sanitaria locale.
Insomma una battaglia legale in piena regola che dovrebbe chiarire senza ombra di dubbio a chi spetta pagare i danni provocati a persone e mezzi dai cinghiali e da altri animali selvatici che “pascolano” lungo le strade di competenza dell’Anas o degli enti locali e che finiscono per provocare incidenti spesso anche gravi. Una responsabilità non da poco se si considera che stando ai dati di Coldiretti sarebbero circa 400 gli incidenti più o meno gravi registrati nel territorio regionale nel corso dell’anno appena concluso. Un numero enorme con inevitabili richieste risarcitorie e querelle giudiziarie. Inoltre, sempre per restare ai dati, la stragrande maggioranza degli incidenti provocati dall’attraversamento di animali selvatici, sono riconducibili alla massiccia presenza sul territorio di cinghiali.
Gli ungulati che – stando ai dati forniti dalla Coldiretti avrebbero superato, solo nella regione, il numero record di 100mila esemplari, diventando così gli animali selvatici di grossa taglia maggiormente presenti lungo le strade e nei pressi dei centri abitati – rappresentano un problema reale e costoso.
Di recente, inoltre, sono finiti anche al centro dell’ennesimo tentativo di trasformare il danno in risorsa. C’è chi punta infatti a costruire intorno a questa presenza una filiera che dovrebbe portare all’abbattimento selettivo e alla commercializzazione delle carni di cinghiale. Il progetto, portato avanti da una associazione temporanea d’imprese con capofila la cooperativa Asca, aggrega 22 partner fra investitori diretti e indiretti ed è finanziato attraverso il Psr Abruzzo 2014-2020 a valere sulla misura 16.4 “Filiere corte e mercati locali”.
Nel mentre, però, sarà necessario trovare soluzioni volte a neutralizzare l’eccessiva presenza di ungulati lungo le strade, così da evitare incidenti ed estenuanti contenziosi legali.
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